5 ottobre 2005

Cena di lavoro

“L’altro giorno ero a pranzo
con l’amministratore delegato di…”
io invece sento il sibilo incalzante
del vuoto che si avvicina


“Ti garantisco che il rumore del carburatore
di una Ferrari è assolutamente inconfondibile”
non è solo un sibilo è un ronzio penetrante,
il vuoto si avvicina sempre più


“Hai visto la partita dell’Inter in Coppa?
Sbaglio o ha pareggiato di nuovo?”
il vuoto si gonfia ruota su se stesso
sembra prendere di mira proprio me


“Comunque ultimamente dal sud Africa e dall’Australia
stanno arrivando dei vini veramente ottimi”
il vuoto afferra gli alberi del mio giardino
e li sradica ad uno ad uno


“Alla fine poi mi hai dato retta?
hai comprato quelle azioni della JHF?”
il vuoto ora è un uragano urla
scuote e dilania ogni cosa
anche i miei sogni scricchiolano.

Non posso restare,
devo alzarmi, devo correre a salvare il mio mondo
da questa indigestione di vuoto


“Vogliate perdonarmi, non mi sento punto bene
qualcosa deve essermi rimasto sullo stomaco…
vi sembrerò maleducato
ma devo proprio vomitare!

Voi continuate pure!”

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