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24 aprile 2013

Il paradigma ENERGY, FOCUS, FLOW & FEEL diventa una collana di e-book

Sarà un impegno di oltre un anno ma qualcuno doveva farlo!
Serve una visione nuova, semplice e illuminante. Serve un nuovo paradigma per procedere oltre le turbolenze che stiamo attraversando.
Eccolo:







Il primo volume "Sciamanager" è già disponibile on line su Amazon e su I-Tunes.

21 luglio 2010

Suggestioni dal Seminario "faRete" di Rimini

Continuo a stupirmi per l'energia, la voglia di fare assieme e l'entusiasmo delle persone.




Un ringraziamento particolare..
- alla Camera di Commercio di Rimini e alle sue imprenditrici
- a ciascuno dei partecipanti
- all'instancabile Giampaolo Pacini
- all'immancabile Kira

Potrebbe essere l'inizio di un'avventura destinata a crescere nella maniera fluida e informale che si addice ad una VERA rete!

11 luglio 2010

"faRete"

Unioncamere Emilia-Romagna, IFOA, Retecamere, la Camera di Commercio di Rimini
e il Comitato per la Promozione dell’Imprenditoria Femminile di Rimini, in collaborazione con ESPERIO,
presentano il seminario GRATUITO

faRete
seminario esperienziale per valutare le opportunità
del fare rete tra imprese oggi
 Relatori 
Massimo Borgatti
Giampaolo Pacini

Martedì 20 Luglio 2010
dalle ore 14.00 alle ore 18.00
Sala Convegni della Camera di Commercio di Rimini
Via Sigismondo 28 - Rimini


Programma
  • cosa è una rete d'impresa e come funziona
  • presentazione di rischi e opportunità attraverso un caso di successo e un caso di insuccesso
  • WORKSHOP - Cosa potremmo fare in rete? Workshop esperienziale per stimolare imprenditrici e imprenditori a proporre, condividere e sviluppare concretamente idee e progetti di aggregazione
  • come si lavora in rete?
  • quali strumenti per la collaborazione?
  • quali opportunità di finanziamento per i progetti di aggregazione?
Per ulteriori informazioni ed iscrizioni:
http://www.rn.camcom.it/promozione/home/20-07-2010-farete

21 maggio 2010

LE COSTELLAZIONI AZIENDALI di B. Hellinger

Quello delle Costellazioni Aziendali è uno degli approcci di consulenza che maggiormente mi affascina.

Il metodo nasce dalle teorie di Bert Hellinger, psicologo tedesco e studioso di teologia e pedagogia: egli affermava che la vita di ognuno di noi è condizionata da campi energetici che non sono strettamente legati all’immediata esperienza personale. In estrema sintesi e rischiando certamente di semplificare troppo: un problema emotivo o psicologico può essere connesso a ‘grovigli’ energetici legati al sistema-famiglia e ad eventi passati che lo hanno coinvolto. Da questa visione, Hellingher ha sviluppato una metodologia operativa estremamente efficace per agire sulle “costellazioni familiari” rimettendo in circolo l’energia “aggrovigliata” (se mi sentisse Hellingher!).

Ogni azienda è, a modo suo, una famiglia.. inoltre, in ogni azienda i vissuti familiari di titolari e dipendenti portano strascichi non sempre evidenti ma con profondi effetti sulle dinamiche relazionali interne e esterne. Da qui l’opportunità di applicare la metodoligia delle costellazioni familiari anche alle aziende.
Nella loro applicazione aziendale, le costellazioni:
- aiutano far emergere le dinamiche nascoste/ inconsce di relazione profonda, che generano conflitti e resistenze nelle organizzazioni e nei team
- possono aiutare a preparare decisioni strategiche e a gestire i processi di cambiamento organizzativo

- attivano le risorse interiori per giungere alla soluzione del problema

Non è possibile spiegare il meccanismo ne convincere a parole dell’efficacia. Occorre sperimentare direttamente!



Si procede attraverso una messa in scena della situazione critica riprodotta attraverso rappresentanti degli attori coinvolti. La creazione e lo sviluppo della rappresentazione avviene in modo istintuale. Questa ”rappresentazione”, guidata da una forma di energia che va oltre la consapevolezza e la comprensione dei singoli, arriva ad evidenziare le dinamiche inconsce che causano sofferenza in molti aspetti della vita di ciascuno: nelle relazioni affettive, nelle relazioni in ambito professionale, nel rapporto con il denaro.

Alla fine del processo, il Cliente ottiene una nuova immagine sistemica che lo porterà ad una più ampia consapevolezza delle relazioni ed energie esistenti tra i componenti del sistema rappresentato e dei partecipanti al gruppo coinvolto. Da questa nuova consapevolezza, inizierà una trasformazione che, con un lento e radicale processo interiore, genererà una nuova prospettiva e, di conseguenza, il cambiamento, anche esterno, della situazione problematica.

Rimando chi volesse approfondire il tema al sito del caro amico Alberto Cappellari.

20 aprile 2007

Il Cerchio e il Fuoco

Quanta umanità ho incontrato oggi, quanta emozione!
Persone... persone...
Persone che soffrono perché non si sentono in condizioni di dare il meglio di sé.
Persone arrabbiate perché non vedono riconosciuto tutto ciò che si sforzano di dare.
Persone che si accorgono con sofferenza che ciò che viene loro richiesto è più di quanto si sentono di dare.
Persone che piangono.
Persone che urlano.
Persone che mollano.

Cosa ci fa un ingegnere in mezzo a tutto questo? Come possono, un'organizzazione o una procedura o una regola, per quanto perfette, efficaci e ben progettate... come possono aiutare queste persone?
Lo so, lo sento, l'ho imparato, non è di briglie che hanno bisogno queste persone!

Queste persone appartengono alla Tribù Senza Falò.

Una tribù nella quale mancano gli anziani, lo sciamano, i guerrieri e il grande capo. Una tribù nella quale le persone non si toccano, non si sorridono, non si abbracciano. Eppure vivono ogni giorno gomito a gomito condividendo l'aria, lo spazio, gli obiettivi e le difficoltà.

Il rito serale del falò è andato perduto… dimenticato. E ora nessuno ha più quello spazio sacro nel quale raccontare il proprio vissuto giornaliero ai compagni, seduti in cerchio attorno al fuoco.
Hanno lasciato spegnere il fuoco.
Il cerchio della tribù sembra rotto per sempre.

In questa tribù non serve un ingegnere e non serve un consulente.
Servirebbe il fuoco o qualcuno in grado di riaccenderlo!
Servirebbe il cerchio o qualcuno in grado di ricostruirlo!

Ma per riaccendere il fuoco occorre bruciare l'emozione, e per ricostruire il cerchio, occorre essere disposti al contatto, all'abbraccio.

Eccomi.

Questa è la mia emozione, specchiati in me, bruciamo insieme tutta questa energia. Aiutami ti prego a tenere vivo questo fuoco.
Ecco, questo e quello che farò, terrò viva la fiamma dovessi bruciare ogni angolo di me.

Eccomi.

Questa è la mia mano, questo è il mio abbraccio, ricevo il tuo contatto e lo porto a chi non sei ancora pronto ad abbracciare. E anche a lui chiederò una mano, un abbraccio, per poi tornare qui e portarlo a te.
Ecco, questo è quello che farò, avanti e indietro tra te e lui, tra un ufficio all'altro, all'infinito fino a ricucire pezzo per pezzo l'intero cerchio.

Perché ora so ciò di cui avete bisogno.

27 novembre 2004

Racconti - Un consulente alla corte di Cheope

Il Faraone Cheope aveva deciso di strabiliare il mondo, facendosi costruire la tomba più mastodontica che mai potesse essere realizzata: una piramide in granito alta 146 metri e con lati di base di 230 metri.

Aveva radunato le migliori menti del tempo per la progettazione e lo studio di fattibilità. Come project manager era stato designato il più promettente degli ingegneri di corte.

Furono impiegati oltre 100.000 schiavi che lavoravano su più turni in maniera incessante, giorno e notte.

Dopo due anni di lavori, il giovane ingegnere si rese conto che qualcosa non andava: il cantiere Est procedeva troppo in fretta rispetto agli altri tre e questo avrebbe creato gravi scompensi nella gestione sincronica del progetto.
Astutamente inoltre, vide nella situazione una opportunità: se avesse individuato il segreto dell’efficienza del cantiere Est e se fosse stato in grado di trasmetterlo agli altri cantieri, avrebbe certamente chiuso il progetto con qualche anno di anticipo rispetto alle previsioni.

Fu così contattato un Consulente esterno che iniziò immediatamente a girovagare per i quattro cantieri in cerca di indizi: le pietre erano le stesse, ogni cantiere disponeva dello stesso numero di schiavi, tutti utilizzavano le stesse tecniche e gli stessi strumenti… eppure la maggior efficienza del cantiere Est era palese.

Il Consulente prese allora ad intervistare gli schiavi, uno per ogni cantiere. La domanda era semplicemente:
“Cosa stai facendo, buon uomo?”

Nel cantiere Nord si sentì dire:
“-Buon Uomo-? …e ti sembra un lavoro da uomini questo? 12 ore al giorno a 42° rompendo e spingendo inutili pietroni per un pezzo di pane? …Vai a dire -Buon Uomo- a tuo nonno!”

Nel cantiere Ovest ottenne la risposta:
“Sto spaccando le pietre, non vedi? Potresti aiutarmi invece di farmi perdere tempo!”

Nel cantiere Sud la risposta fu:
“Ci mancava solo il consulente! Secondo te, cosa sto facendo? Ma la laurea, a cosa ti serve?”

Per l’ultima volta, con la coda tra le gambe, il consulente pose la solita domanda ad uno schivo del cantiere Est:
“Cosa stai facendo, buon uomo?”
La risposta fu:
“Cosa STIAMO facendo, vorrai dire! Stiamo costruendo il più grande monumento della storia, un’opera che anche tra 10.000 anni susciterà meraviglia e ammirazione!”