(immagine rubata a Stefania Toffolon.. non me ne voglia)
Essere impeccabili guerrieri significa avere una méta e un profondo amore per il cammino.
Essere impeccabili guerrieri significa camminare con infinito rispetto per i compagni di viaggio, per se stessi e per ogni singolo passo.
Essere impeccabili guerrieri però significa anche commettere errori lungo la via, sbagliare direzione qualche volta, dimenticare di ascoltare un compagno di viaggio o di condividere con lui i dettagli della tabella di marcia.
Essere impeccabili guerrieri è abbracciare in toto la propria umanità, le proprie insicurezze, i propri errori, i propri passi falsi.. E’ accettare tutto questo, prenderne atto e deporne il peso immediatamente ai margini del sentiero, senza portarlo sulle spalle o riversarsarlo su quelle dei compagni di viaggio.
Essere impeccabili guerrieri è camminare a testa alta ma è anche fermarsi a riposare o ad aspettare chi è stanco.
Essere impeccabili guerrieri in fondo, è capire lungo il cammino che non c’è nessuna mèta, nessun ostacolo, nessun bisogno di faticare.. E’ comprendere che il paesaggio nel quale ci muoviamo è la proiezione di ciò che portiamo nella nostra mente.
Allora il guerriero comprende di essere uno srotolatore di paesaggi.
Allora sorride di sé e della propria battaglia.
Allora si siede, depone le armi e si guarda intorno con ritrovata meraviglia.
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30 gennaio 2011
28 maggio 2010
La via del guerriero
In una società priva di riferimenti, di modelli e di miti come la nostra, il mito tolteco del guerriero assume fascino e attrattiva..
Il guerriero interpreta la vita come una sfida con se stesso, per andare oltre i propri limiti e per esprime al meglio il proprio potenziale.
-Il Guerriero è colui il quale ricerca la vera conoscenza.
-E’ costantemente in lotta ma questa lotta non è altro che un viaggio all’interno di se stesso, attraverso la realtà esterna a caccia dei propri limiti, delle proprie paure e delle proprie debolezze.
-La meta del viaggio: la conoscenza, il potere personale.. divenire un essere impeccabile.
-Impeccabilità significa un uso strategico e attento della propria energia e di quella delle persone che ci circondano.
-L’impeccabilità fornisce quindi il potere personale e di conseguenza la libertà.
-Il guerriero regola tutto quello che fa in base all’energia. In base a questo egli definisce una strategia che gli garantisca il miglior risultato.
-Sposta la focalizzazione dalla propria immagine, al proprio livello di energia.
-Non cerca più di fortificare il proprio ego ma di mantenere e incrementare il proprio potere personale.
-E’ attento a riconoscere e ad evitare tutte quelle reazioni emozionali che il dialogo interiore proporrebbe per corroborare l’importanza personale e quindi a proteggere l’immagine di sé.
-Il guerriero evita qualunque stato mentale emozionale o fisico che lo depaupererebbe di energia. Questa è la regola del guerriero, questa è la via verso l’impeccabilità.
-Il guerriero fa attento uso della volontà, intesa come capacità di focalizzare le proprie energie in base ad uno specifico intento personale.
- Il guerriero agisce ogni giorno come se ciascuna azione fosse l’ultima azione della sua esistenza: usa la morte come consigliera. E’ la morte a fornirgli il necessario distacco e la costante attenzione alla strategia.
-Il guerriero sa che ciascuno è un cantastorie della propria verità, per questo non entra in conflitto, accetta gli altri e le loro opinioni.
-La volontà, il controllo, la strategia, la coscienza della propria morte e l’accettazione sono le principali armi che il guerriero possiede per esercitare la propria impeccabilità.
Il guerriero interpreta la vita come una sfida con se stesso, per andare oltre i propri limiti e per esprime al meglio il proprio potenziale.
-Il Guerriero è colui il quale ricerca la vera conoscenza.
-E’ costantemente in lotta ma questa lotta non è altro che un viaggio all’interno di se stesso, attraverso la realtà esterna a caccia dei propri limiti, delle proprie paure e delle proprie debolezze.
-La meta del viaggio: la conoscenza, il potere personale.. divenire un essere impeccabile.
-Impeccabilità significa un uso strategico e attento della propria energia e di quella delle persone che ci circondano.
-L’impeccabilità fornisce quindi il potere personale e di conseguenza la libertà.
“Quando un uomo intraprende la via del guerriero diventa gradatamente consapevole di essersi lasciato per sempre alle spalle la vita ordinaria. Ciò significa che la realtà ordinaria non può più proteggerlo e che per sopravvivere dovrà adottare un nuovo modo di vita.”
C. Castaneda
-Il guerriero regola tutto quello che fa in base all’energia. In base a questo egli definisce una strategia che gli garantisca il miglior risultato.
-Sposta la focalizzazione dalla propria immagine, al proprio livello di energia.
-Non cerca più di fortificare il proprio ego ma di mantenere e incrementare il proprio potere personale.
-E’ attento a riconoscere e ad evitare tutte quelle reazioni emozionali che il dialogo interiore proporrebbe per corroborare l’importanza personale e quindi a proteggere l’immagine di sé.
-Il guerriero evita qualunque stato mentale emozionale o fisico che lo depaupererebbe di energia. Questa è la regola del guerriero, questa è la via verso l’impeccabilità.
“L'arte degli stregoni in realtà non è quella di scegliere, ma di essere abbastanza acuti per accettare.”
Don Juan Matus
-Il guerriero fa attento uso della volontà, intesa come capacità di focalizzare le proprie energie in base ad uno specifico intento personale.
- Il guerriero agisce ogni giorno come se ciascuna azione fosse l’ultima azione della sua esistenza: usa la morte come consigliera. E’ la morte a fornirgli il necessario distacco e la costante attenzione alla strategia.
-Il guerriero sa che ciascuno è un cantastorie della propria verità, per questo non entra in conflitto, accetta gli altri e le loro opinioni.
-La volontà, il controllo, la strategia, la coscienza della propria morte e l’accettazione sono le principali armi che il guerriero possiede per esercitare la propria impeccabilità.
“Un guerriero deve focalizzare la sua attenzione sul legame tra sé e la sua morte. Senza rimorsi o tristezza o preoccupazione, deve focalizzare la sua attenzione sul fatto che non ha tempo e lasciare che i suoi atti fluiscano di conseguenza.Deve lasciare che ognuno dei suoi atti sia la sua ultima battaglia sulla terra. Solo in queste condizioni i suoi atti avranno il giusto potere.Altrimenti saranno, per il tempo che vivrà, gli atti di un folle.”
C. Castaneda
25 aprile 2009
Il mito del guerriero
In una società priva di riferimenti, di modelli e di miti come la nostra, il mito tolteco del guerriero assume fascino e attrattiva..
Lo Sciamanager interpreta la vita come una sfida con se stesso, per andare oltre i propri limiti e per esprime al meglio il proprio potenziale. Per questo lo Sciamanager.. è un guerrirero!
-Il Guerriero è colui il quale ricerca la vera conoscenza.
-E’ costantemente in lotta ma questa lotta non è altro che un viaggio all’interno di se stesso, attraverso la realtà esterna a caccia dei propri limiti, delle proprie paure e delle proprie debolezze.
-La meta del viaggio: la conoscenza, il potere personale.. divenire un essere impeccabile.
-Impeccabilità significa un uso strategico e attento della propria energia e di quella delle persone che ci circondano.
-L’impeccabilità fornisce quindi il potere personale e di conseguenza la libertà.
C. Castaneda
-Il guerriero regola tutto quello che fa in base all’energia. In base a questo egli definisce una strategia che gli garantisca il miglior risultato.
-Sposta la focalizzazione dalla propria immagine, al proprio livello di energia.
-Non cerca più di fortificare il proprio ego ma di mantenere e incrementare il proprio potere personale.
-E’ attento a riconoscere e ad evitare tutte quelle reazioni emozionali che il dialogo interiore proporrebbe per corroborare l’importanza personale e quindi a proteggere l’immagine di sé.
-Il guerriero evita qualunque stato mentale emozionale o fisico che lo depaupererebbe di energia. Questa è la regola del guerriero, questa è la via verso l’impeccabilità.
-Il guerriero fa attento uso della volontà, intesa come capacità di focalizzare le proprie energie in base ad uno specifico intento personale.
-Il guerriero agisce ogni giorno come se ciascuna azione fosse l’ultima azione della sua esistenza: usa la morte come consigliera. E’ la morte a fornirgli il necessario distacco e la costante attenzione alla strategia.
-Il guerriero sa che ciascuno è un cantastorie della propria verità, per questo non entra in conflitto, accetta gli altri e le loro opinioni.
-La volontà, il controllo, la strategia, la coscienza della propria morte e l’accettazione sono le principali armi che il guerriero possiede per esercitare la propria impeccabilità.
C. Castaneda
Lo Sciamanager interpreta la vita come una sfida con se stesso, per andare oltre i propri limiti e per esprime al meglio il proprio potenziale. Per questo lo Sciamanager.. è un guerrirero!
-Il Guerriero è colui il quale ricerca la vera conoscenza.
-E’ costantemente in lotta ma questa lotta non è altro che un viaggio all’interno di se stesso, attraverso la realtà esterna a caccia dei propri limiti, delle proprie paure e delle proprie debolezze.
-La meta del viaggio: la conoscenza, il potere personale.. divenire un essere impeccabile.
-Impeccabilità significa un uso strategico e attento della propria energia e di quella delle persone che ci circondano.
-L’impeccabilità fornisce quindi il potere personale e di conseguenza la libertà.
“Quando un uomo intraprende la via del guerriero diventa gradatamente consapevole di essersi lasciato per sempre alle spalle la vita ordinaria.
Ciò significa che la realtà ordinaria non può più proteggerlo e che per sopravvivere dovrà adottare un nuovo modo di vita.”
C. Castaneda
-Il guerriero regola tutto quello che fa in base all’energia. In base a questo egli definisce una strategia che gli garantisca il miglior risultato.
-Sposta la focalizzazione dalla propria immagine, al proprio livello di energia.
-Non cerca più di fortificare il proprio ego ma di mantenere e incrementare il proprio potere personale.
-E’ attento a riconoscere e ad evitare tutte quelle reazioni emozionali che il dialogo interiore proporrebbe per corroborare l’importanza personale e quindi a proteggere l’immagine di sé.
-Il guerriero evita qualunque stato mentale emozionale o fisico che lo depaupererebbe di energia. Questa è la regola del guerriero, questa è la via verso l’impeccabilità.
“L'arte degli stregoni in realtà non è quella di scegliere, ma di essere abbastanza acuti per accettare.”
Don Juan Matus
-Il guerriero fa attento uso della volontà, intesa come capacità di focalizzare le proprie energie in base ad uno specifico intento personale.
-Il guerriero agisce ogni giorno come se ciascuna azione fosse l’ultima azione della sua esistenza: usa la morte come consigliera. E’ la morte a fornirgli il necessario distacco e la costante attenzione alla strategia.
-Il guerriero sa che ciascuno è un cantastorie della propria verità, per questo non entra in conflitto, accetta gli altri e le loro opinioni.
-La volontà, il controllo, la strategia, la coscienza della propria morte e l’accettazione sono le principali armi che il guerriero possiede per esercitare la propria impeccabilità.
“Un guerriero deve focalizzare la sua attenzione sul legame tra sé e la sua morte. Senza rimorsi o tristezza o preoccupazione, deve focalizzare la sua attenzione sul fatto che non ha tempo e lasciare che i suoi atti fluiscano di conseguenza.
Deve lasciare che ognuno dei suoi atti sia la sua ultima battaglia sulla terra.
Solo in queste condizioni i suoi atti avranno il giusto potere.
Altrimenti saranno, per il tempo che vivrà, gli atti di un folle.”
Deve lasciare che ognuno dei suoi atti sia la sua ultima battaglia sulla terra.
Solo in queste condizioni i suoi atti avranno il giusto potere.
Altrimenti saranno, per il tempo che vivrà, gli atti di un folle.”
C. Castaneda
15 gennaio 2007
Eppure io VOGLIO
Lo so, questa vita
sarà finita troppo presto
e io, come chiunque altro,
non andrò da nessuna parte.
…Eppure io voglio attraversare
questa vita agendo,
non pensando all'agire,
né fantasticando su come starò quando avrò agito.
Lo so, in questa vita
tutto sembra importante
e tutto sembra dirti
“non muoverti”.
…Eppure io voglio camminare senza sosta
nella meraviglia, sul sentiero del mio cuore
Camminare sorridendo, fino a dimenticare l’onore, la dignità,
la famiglia, il mio nome, e perfino la meta.
Lo so, in questa vita
tutto sembra importante
e ogni cosa diventa
un fardello fatale.
…Eppure io voglio viaggiare leggero
come chi non ha altro
che una vita da vivere,
e la propria controllata follia per sopravvivere.
Lo so, ci si affanna,
si suda, si piange
per poi rimanere soli
e imperfetti fino alla fine.
Eppure io voglio imparare
e so che si impara come si va alla guerra;
con paura, con rispetto,
e con assoluta fiducia in se stessi.
sarà finita troppo presto
e io, come chiunque altro,
non andrò da nessuna parte.
…Eppure io voglio attraversare
questa vita agendo,
non pensando all'agire,
né fantasticando su come starò quando avrò agito.
Lo so, in questa vita
tutto sembra importante
e tutto sembra dirti
“non muoverti”.
…Eppure io voglio camminare senza sosta
nella meraviglia, sul sentiero del mio cuore
Camminare sorridendo, fino a dimenticare l’onore, la dignità,
la famiglia, il mio nome, e perfino la meta.
Lo so, in questa vita
tutto sembra importante
e ogni cosa diventa
un fardello fatale.
…Eppure io voglio viaggiare leggero
come chi non ha altro
che una vita da vivere,
e la propria controllata follia per sopravvivere.
Lo so, ci si affanna,
si suda, si piange
per poi rimanere soli
e imperfetti fino alla fine.
Eppure io voglio imparare
e so che si impara come si va alla guerra;
con paura, con rispetto,
e con assoluta fiducia in se stessi.
6 novembre 2004
Poesie - Le notti di Ulisse
Oggi l’oceano
gli è parso immobile,
scolpito
identico a quello di ieri
oggi nessun brivido
nessun’emozione
genera in lui
quello spicchio di oceano
cucito stretto attorno
al piccolo porto
E quel porto,
con le sue banchine
e quelle quattro case del villaggio
e il campanile della chiesa…
oggi conosce a uno a uno i viottoli,
le case, i muri, le singole pietre
…come il carcerato conosce la sua cella
Insonne
pensa alle braccia distese del faro
che lo avevano condotto
verso il calore di casa
a chi porge ora
le sue braccia quel faro?
E’ giusto
vagheggiare l’oceano da terra?
o la terra
che va agognata dal mare?
Quante notti insonni ancora?
Quante volte ancora
dovrà scegliere
tra un porto
e una rotta?
gli è parso immobile,
scolpito
identico a quello di ieri
oggi nessun brivido
nessun’emozione
genera in lui
quello spicchio di oceano
cucito stretto attorno
al piccolo porto
E quel porto,
con le sue banchine
e quelle quattro case del villaggio
e il campanile della chiesa…
oggi conosce a uno a uno i viottoli,
le case, i muri, le singole pietre
…come il carcerato conosce la sua cella
Insonne
pensa alle braccia distese del faro
che lo avevano condotto
verso il calore di casa
a chi porge ora
le sue braccia quel faro?
E’ giusto
vagheggiare l’oceano da terra?
o la terra
che va agognata dal mare?
Quante notti insonni ancora?
Quante volte ancora
dovrà scegliere
tra un porto
e una rotta?
29 ottobre 2004
Poesie - Il viaggiatore di ritorno
Io seduto sulla sabbia
tu sdraiata sotto il sole
io in cerca della vita
tu beata sotto il sole
ti ho lasciata sotto il sole
e sono stato il vento per un attimo
giusto il tempo di essere portato in mezzo al mare
e sono stato il mare per un attimo
giusto il tempo di essere sbattuto sulla sabbia
e sono stato sabbia per un attimo
giusto il tempo di ritrovare me stesso
seduto sulla sabbia
con te al mio fianco
sdraiata sotto il sole
beata sotto il sole
se guardi il mio sorriso
da viaggiatore di ritorno
non lo capirai
se mi chiederai a cosa io stia pensando
ti guarderò senza risponderti
se mi porgerai la mano
la stringerò delicatamente al cuore
sperando che tu senta il suo battito
da viaggiatore di ritorno
e penserò
ti amo
perché essere è viaggiare
e viaggiare non è nulla senza tornare
da te
beata sotto il sole
tu sdraiata sotto il sole
io in cerca della vita
tu beata sotto il sole
ti ho lasciata sotto il sole
e sono stato il vento per un attimo
giusto il tempo di essere portato in mezzo al mare
e sono stato il mare per un attimo
giusto il tempo di essere sbattuto sulla sabbia
e sono stato sabbia per un attimo
giusto il tempo di ritrovare me stesso
seduto sulla sabbia
con te al mio fianco
sdraiata sotto il sole
beata sotto il sole
se guardi il mio sorriso
da viaggiatore di ritorno
non lo capirai
se mi chiederai a cosa io stia pensando
ti guarderò senza risponderti
se mi porgerai la mano
la stringerò delicatamente al cuore
sperando che tu senta il suo battito
da viaggiatore di ritorno
e penserò
ti amo
perché essere è viaggiare
e viaggiare non è nulla senza tornare
da te
beata sotto il sole
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