Fermati qui
se vuoi.
Non negare l'autunno
questo freddo
la stanchezza
o il buio.
Non ti farò domande
come la terra non chiede al seme
"da dove vieni?
chi sei?
cosa sarai?"
Abbandonati alle mie braccia
come il seme alla terra.
Ancora questa notte
se vuoi
dormi nelle mie mani.
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29 settembre 2007
7 dicembre 2004
Pensieri - Essere Uomo
Quanta forza occorre
in queste braccia
per abbracciare ogni giornata
Quanta fatica
in questi occhi
per continuare a fissare il sole
Quanta paura
in questo stomaco
per sentirsi uomo tutti i giorni
Quanti dubbi
in questa testa
per scegliere incrollabilmente la propria verità
Quanto freddo...
Ma quanta vita qui giù…
quanta avventura
quanta strada
costantemente in bilico
tra il terrore
di essere uomo
e la meraviglia
di essere uomo
in queste braccia
per abbracciare ogni giornata
Quanta fatica
in questi occhi
per continuare a fissare il sole
Quanta paura
in questo stomaco
per sentirsi uomo tutti i giorni
Quanti dubbi
in questa testa
per scegliere incrollabilmente la propria verità
Quanto freddo...
Ma quanta vita qui giù…
quanta avventura
quanta strada
costantemente in bilico
tra il terrore
di essere uomo
e la meraviglia
di essere uomo
28 ottobre 2004
Poesie 3 - Il Viaggio
Così, studiai da alpinista
e volli sfidare la gelida montagna
Alpinista improvvisato!
Non raggiunsi mai la vetta.
Ma conobbi il freddo, quello sì
e gli stenti del cammino.
Alpinista improvvisato
intrapresi il viaggio
senza viveri e senza vestiti.
Lungo il cammino cacciai bestie fantastiche
e mi nutrii
della loro carne
E con le pelli
tentai di proteggermi
dal freddo
Ma la fame mi logorava da dentro
e il gelo mi graffiava da fuori.
Compagni pochi
compagni nessuno.
E mai sosta,
mai riposo,
mai qualche ora di tregua.
Fatica, solo fatica
Luoghi già visti
ostacoli già superati
si riproponevano all’infinito
Giravo in tondo
in tondo
Scalavo sempre nuove montagne
per ritrovarmi ogni volta
nella stessa insulsa e odiata valle
Confondere me stesso con il gelo che attraversavo
identificare me stesso con la fame che mi divorava
e non potermi fermare
mai.
Neppure dinanzi all’amore
mai.
e volli sfidare la gelida montagna
Alpinista improvvisato!
Non raggiunsi mai la vetta.
Ma conobbi il freddo, quello sì
e gli stenti del cammino.
Alpinista improvvisato
intrapresi il viaggio
senza viveri e senza vestiti.
Lungo il cammino cacciai bestie fantastiche
e mi nutrii
della loro carne
E con le pelli
tentai di proteggermi
dal freddo
Ma la fame mi logorava da dentro
e il gelo mi graffiava da fuori.
Compagni pochi
compagni nessuno.
E mai sosta,
mai riposo,
mai qualche ora di tregua.
Fatica, solo fatica
Luoghi già visti
ostacoli già superati
si riproponevano all’infinito
Giravo in tondo
in tondo
Scalavo sempre nuove montagne
per ritrovarmi ogni volta
nella stessa insulsa e odiata valle
Confondere me stesso con il gelo che attraversavo
identificare me stesso con la fame che mi divorava
e non potermi fermare
mai.
Neppure dinanzi all’amore
mai.
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