30 gennaio 2011
SROTOLATORI DI PAESAGGI
Essere impeccabili guerrieri significa avere una méta e un profondo amore per il cammino.
Essere impeccabili guerrieri significa camminare con infinito rispetto per i compagni di viaggio, per se stessi e per ogni singolo passo.
Essere impeccabili guerrieri però significa anche commettere errori lungo la via, sbagliare direzione qualche volta, dimenticare di ascoltare un compagno di viaggio o di condividere con lui i dettagli della tabella di marcia.
Essere impeccabili guerrieri è abbracciare in toto la propria umanità, le proprie insicurezze, i propri errori, i propri passi falsi.. E’ accettare tutto questo, prenderne atto e deporne il peso immediatamente ai margini del sentiero, senza portarlo sulle spalle o riversarsarlo su quelle dei compagni di viaggio.
Essere impeccabili guerrieri è camminare a testa alta ma è anche fermarsi a riposare o ad aspettare chi è stanco.
Essere impeccabili guerrieri in fondo, è capire lungo il cammino che non c’è nessuna mèta, nessun ostacolo, nessun bisogno di faticare.. E’ comprendere che il paesaggio nel quale ci muoviamo è la proiezione di ciò che portiamo nella nostra mente.
Allora il guerriero comprende di essere uno srotolatore di paesaggi.
Allora sorride di sé e della propria battaglia.
Allora si siede, depone le armi e si guarda intorno con ritrovata meraviglia.
18 giugno 2010
I 5 accordi per la gestione dell'energia personale
- Sii impeccabile con la parola: la parola è energia. Parla con trasparenza e integrità. Dì solo quello che realmente pensi e che è utile al raggiungimento degli obiettivi comuni. Non usare (neppure mentalmente) le parole contro di te stesso o contro gli altri. Usa il potere della tua parola al servizio della verità, della trasparenza e degli obiettivi comuni.
- Non prendere nulla in modo personale: niente di ciò che gli altri fanno è rivolto direttamente a te. Tutto ciò che fanno è una proiezione della loro propria realtà. Mettendoti nei panni dell’altro (senza giudizio) diventi immune alle opinioni e alle azioni altrui. Ottimizza in questo modo l’utilizzo della tua energia riducendo attriti e conflitti.
- Non dare nulla per scontato (conosciuto, assodato): trova il coraggio di fare domande e di esprimere ciò che davvero desideri (realizzare, avere, comunicare). Comunica con gli altri con la massima chiarezza per evitare incomprensioni, attriti, barriere e conflitti.
- Fai sempre del tuo meglio: il tuo meglio cambia di momento in momento, di situazione in situazione. In qualunque circostanza fai semplicemente del tuo meglio, esprimi la tua eccellenza. In questo modo rinunci a giudicarti, a farti violenza e parallelamente chiudi la porta ad eventuali rimpianti o sensi di colpa.
- Concentrati sul presente: la vita esiste solo nel momento presente! Solo nel presente puoi decidere e agire. Agisci tempestivamente, tieni presenti obiettivi e traguardi futuri, ma affronta ogni sfida focalizzandoti sul presente. Non continuare a guardare persone e situazioni come le hai viste ieri. Non restare attaccato a soluzioni e metodi obsoleti solo perché hanno funzionato ieri. Usa il futuro come bussola ma concentra le tue energie nel presente.
28 maggio 2010
La via del guerriero
Il guerriero interpreta la vita come una sfida con se stesso, per andare oltre i propri limiti e per esprime al meglio il proprio potenziale.
-Il Guerriero è colui il quale ricerca la vera conoscenza.
-E’ costantemente in lotta ma questa lotta non è altro che un viaggio all’interno di se stesso, attraverso la realtà esterna a caccia dei propri limiti, delle proprie paure e delle proprie debolezze.
-La meta del viaggio: la conoscenza, il potere personale.. divenire un essere impeccabile.
-Impeccabilità significa un uso strategico e attento della propria energia e di quella delle persone che ci circondano.
-L’impeccabilità fornisce quindi il potere personale e di conseguenza la libertà.
-Il guerriero regola tutto quello che fa in base all’energia. In base a questo egli definisce una strategia che gli garantisca il miglior risultato.
-Sposta la focalizzazione dalla propria immagine, al proprio livello di energia.
-Non cerca più di fortificare il proprio ego ma di mantenere e incrementare il proprio potere personale.
-E’ attento a riconoscere e ad evitare tutte quelle reazioni emozionali che il dialogo interiore proporrebbe per corroborare l’importanza personale e quindi a proteggere l’immagine di sé.
-Il guerriero evita qualunque stato mentale emozionale o fisico che lo depaupererebbe di energia. Questa è la regola del guerriero, questa è la via verso l’impeccabilità.
-Il guerriero fa attento uso della volontà, intesa come capacità di focalizzare le proprie energie in base ad uno specifico intento personale.
- Il guerriero agisce ogni giorno come se ciascuna azione fosse l’ultima azione della sua esistenza: usa la morte come consigliera. E’ la morte a fornirgli il necessario distacco e la costante attenzione alla strategia.
-Il guerriero sa che ciascuno è un cantastorie della propria verità, per questo non entra in conflitto, accetta gli altri e le loro opinioni.
-La volontà, il controllo, la strategia, la coscienza della propria morte e l’accettazione sono le principali armi che il guerriero possiede per esercitare la propria impeccabilità.
30 gennaio 2010
Ogni mattina in Africa..
Sul Corriere della Sera di oggi, finalmente trovo la smentita che cercavo da anni.

Ogni mattina anche se sei in Africa, prima di iniziare a correre.. chiediti se è davvero l'unica opzione che hai.
25 aprile 2009
La cosmovisione tolteca
-Tutta la realtà è costituita da energia, da campi di energia: “le emanazioni dell’aquila”.
-Queste emanazioni si raggruppano in fasce tra loro simili e ogni fascia costituisce un mondo a sé.
-Solo due di queste fasce sono percepibili all’uomo attraverso i sensi fisici: quella che raggruppa la vita organica e quella che raggruppa strutture senza coscienza: minerali, gas, liquidi ecc. L’insieme di queste due fasce costituisce la Banda della materia.
-L’essere umano in realtà è in grado di accedere anche alle bande successive nelle quali ha una propria “vita” energetica.
-Fino a quando la consapevolezza dell’uomo rimane allineata all’interno della propria banda, la sua percezione è allineata a quella dei suoi simili.
-La realtà e l’insieme delle percezioni raggiungibili attraverso questa focalizzazione di consapevolezza è chiamata il Tonal.
-Le emanazioni che si trovano invece completamente al di là della banda dell’umanità costituiscono il vero e proprio ignoto. Esse sono il Nagual, detto anche il lato sinistro o la realtà separata.
NB: La schematizzazione sui 4 livelli non proviene direttamente dalla tradizione tolteca, ma è un nostro riadattamento a scopo divulgativo e applicativo!
14 dicembre 2007
24 Dicembre 2002
Guarda la loro gioia:
con luci, palline colorate e mille pacchetti ai loro piedi
sembrano davvero degli Alberi di Natale.
Guarda invece la mia tristezza:
ho perso ad una ad una tutte le foglie
erano mie, le ritenevo mie per l’eternità.
E me le hanno portate via.
Guarda oggi la mia tristezza.
Oggi è Natale per tutti, ma non per me
non ho nessuno per cui decorarmi
e sono spoglio
non ho nessuno a cui fare doni
e sono arido.
Dove è il Natale ?
E mi vergogno della mia solitudine.
E vorrei essere abbattuto
per non rovinare la festa a nessuno.
Mi vedo a terra, col tronco
spezzato
e vedo una lacrima della mia Vita che cade nel fango.
Ecco la Vita,
allora c’è ancora!
Apro gli occhi, asciugo le lacrime
e sento la Vita dentro di me
E stendo i miei rami che abbracciano il cielo
e sento il mio tronco più forte che mai
e stringo la terra con le mie profonde radici.
Sì, sono spoglio, ma le foglie che ho perso
ora mi nutrono e mi fanno più forte.
E la Vita in me è più forte che mai,
nascosta, in attesa, come è giusto che sia
quando fuori fa troppo freddo.
A Primavera
ricostruirò una ad una le mie foglie
e sarò verde di nuovo,
più forte, più grande.
Ma oggi è Natale
e quell’incosciente di Gesù
ancora una volta ha scelto di nascere nella
mia grotta fredda e buia.
Ne sono sicuro,
quella goccia di Vita che mai mi abbandona,
è proprio Lui che vuole vivere
anche quest’anno dentro di me.
Forse, non travestirsi da Albero di Natale in questa notte,
è necessario per sentire il debole pianto
della Nuova Vita che nasce.
4 dicembre 2007
Nebbia o non nebbia
scoprirla avvolta da una coltre di nebbia pennellata di rosa dai primi raggi del mattino…
E sorprendermi ad ammirare con trasporto questo spettacolo della natura.
Dopo pochi minuti, uscire dall’autostrada a Firenze Nord e trovarsi avvolti tra il traffico in una schifosissima coltre di nebbia dalle tinte indefinite tra il grigio e il rosa.
E sorprendermi ad imprecare con trasporto contro questo fenomeno della natura.
Come nella natura, così nella mia vita
la nebbia è splendida solo se la guardo dall'alto.
Come nella mia vita, così nella natura
non arrivo da nessuna parte se non attraverso la valle.
Nebbia o non nebbia!
26 ottobre 2007
Piccole cose
I miei passi poi, di suole di cuoio che percuotono questo silenzio, risultano violenti, assurdi, fuori luogo, così come i miei lucidi pensieri, lubrificati da qualche bicchiere di troppo...
Cosa ci faccio qui? Perché produco rumori e pensieri inutili?
Forse dovrei togliermi le scarpe, forse dovrei sedermi ed ascoltare finalmente il silenzio dei miei non passi, la pace dei miei non pensieri…
Forse dovrei, ma allora mi raggiungerebbe il freddo e non so se avrei la forza di rialzarmi, di rimboccarmi le maniche, di rientrare a casa questa notte, di affrontare domani nuovamente il giorno.
Cosa ci faccio qui? Con questo vino in corpo, con questo pugno chiuso nel cuore, con questo baratro affilato sotto ai piedi? Perché continuo a percuotere la pace della campagna?
Cammino.
Commino per ricordarmi che in questa notte, le ali sono finte.
Cammino per insultare quel sogno di volare, almeno quanto lui oggi sembra insultare me…
Cammino per sentirmi normale.
Cammino per non sentirmi solo.
Cammino per dare un senso anche a questa notte di nulla.
Cammino per avere qualcosa da raccontare, domani.
Eppure ho solo cose piccole e poco significanti, e tu forse sarai deluso dalla piccolezza di questo racconto.
Cose piccole come una finestra accesa, nel nulla, nel silenzio, nel buio. Finestra accesa come faro di intimità. E nella finestra, una risata, una tavola, una famiglia.
Cose piccole come le lacrime che ho pianto, finalmente seduto, solo, davanti a quella finestra.
Cose piccole, insignificanti come questo mio fottuto non saper chiedere aiuto.
24 ottobre 2007
Il mio regalo per la tua cresima...
Infatti ho il difetto che anche quando faccio un regalo a qualcun altro, succede sempre che compro cose che piacciono a me. Siccome poi ho pure dei gusti strani, a volte finisce davvero che il mio regalo è proprio una schifezza!
Ecco, perchè provo a spiegarti il motivo per cui ti ho regalato un piccolo zaino da montagna con alcuni oggetti dentro.
UNO ZAINO… perché rappresenta il movimento, il mettersi in viaggio… PICCOLO però, perché i viaggi che io amo di più, non sono più grandi di una passeggiata (non serve andare lontano per trovare posti magici e meravigliosi).
…PICCOLO anche perché leggeri si viaggia meglio (questa estate ho camminato per 60 chilometri con uno zaino enorme e pesantissimo, ti garantisco che mi sono pentito di essermi portato dietro tanta roba inutile); poi proprio tua sorella mi ha insegnato che le cose che abbiamo alla fine ci possiedono! Quindi quando si cammina, meglio avere poche cose, meglio essere leggeri.
Alcune cose però, sono indispensabili:
UNA BUSSOLA CON IL FISCHIETTO perché quando attraversi un bosco (e c’è sempre un bosco da attraversare) è facile perdere l’orientamento. Oppure può succedere di incontrare una farfalla colorata o un cerbiatto con le macchie bianche e gli occhi grandi, allora capita di seguirli e può succedere, facendolo, di perdere il nostro sentiero. Allora potrai fermarti e con la BUSSOLA cercare il nord, trovare di nuovo la strada giusta. Questa però è una rarissima BUSSOLA CON IL FISCHIETTO perché non sempre si riesce a ritrovare il sentiero da soli, neppure usando la bussola, e allora bisogna proprio avere il coraggio di chiedere aiuto. Un fischio FFFFIIIIIIIIIIIUUUUUUU e vedrai che qualcuno arriva sempre!
UN CANNOCCHIALE perché guardare la natura è come mangiare le ciliegie: più lo fai, più vorresti farlo! Sai, a me succede (mentre cammino) di iniziare a guardare un sasso (ci sono sassi incantevoli) e poi un fiore (ci sono fiori incantevolissimi) e poi un albero (ci sono alberi incantevolissimissimi) e poi un prato (ci sono prati incantevolissimissimissimi) e poi una montagna (ci sono montagne incantevolis… sì insomma, ci sono montagne davvero belle)… e come con le ciliegie, non vorrei fermarmi più, vorrei guardare più in là, più lontano, vorrei vedere anche i posti dove non potrò arrivare. Allora mi siedo, prendo il mio CANNOCCHIALE e guardo lontano lontano. Con un po’ di fantasia, ti garantisco che è come andarci davvero (e si risparmia anche un bel po’ di fatica). Ma serve la fantasia, e bisogna stare seduti, rilassati, per un po’.
Una TORCIA ELETTRICA perché a volte è bello camminare anche quando è buio. E’ bello andare avanti anche quando tutti gli altri si fermano perché sono stanchi o perché hanno paura. E’ bello camminare di notte, mentre tutti gli altri dormono, e scoprire che invece gli animaletti del bosco sono tutti in giro. Di notte ho incontrato volpi, gufi, civette, leprotti, cerbiatti, cinghiali, istrici, ghiri e tanti altri che non sono neppure riuscito a riconoscere. Sì, fa un po’ paura camminare di notte, ma alla fine non c’è niente da temere, è solo suggestione, è solo che gli altri (quelli pigri) non lo fanno e allora, ci sembra strano farlo proprio noi. Ma sai cosa ti dico? Sono loro (quelli che dormono o sonnecchiano davanti alla TV) che sono strani più di me. Se gli animaletti del bosco di notte vanno a spasso, avranno pure dei buoni motivi, no?
Un’AMACA perché riposarsi è un’arte. Un’arte che gli adulti hanno dimenticato; per questo ora corrono sempre, si affannano e alla fine sono sempre stanchi. Gli adulti quasi non vedono le cose incantevolissimissime che incontrano lungo la strada perché sono troppo impegnati ad andare veloci. Gli adulti, anche dopo che sono arrivati, non si riposano mai. Sono subito pronti a ripartire. Anche per questo non tutti gli adulti hanno uno zaino, perché tanto non camminano: si va troppo lenti a piedi, e ci si stanca troppo. Beh, ti svelo un segreto: più vai piano più cose meravigliose vedi… e più ti stanchi le gambe, più è bello sdraiarsi in AMACA quando sei arrivato. Poi, l’AMACA ha qualcosa di magico perché stai appeso agli alberi, come una foglia o come un frutto e… meraviglia! …gli animali del bosco non si accorgono che sei un essere umano (forse credono che tu sia un immenso fagiolo) e ti vengono vicino. Ho avuto uno scoiattolo che mangiava noccioline proprio sul ramo sopra di me, e una volta un capriolo è venuto a brucare proprio a pochi metri dalla mia amaca.
Come vedi nello zaino c’è ancora posto. E sai perché? perché quando cammini (che è un po’ come dire, “quando vivi”, “quando cresci” etc.), solo tu puoi sapere quali sono le cose importanti per te. Solo tu devi scegliere come riempire in tuo ZAINO. Allora, in bocca al lupo! Mollo la pezza! ;-) Volevo solo augurarti BUON VIAGGIO,!
5 settembre 2007
Accidenti... ci sono proprio riuscito
Il progetto era perdermi per poi ritrovarmi.
Accidenti, mi sono perso a meraviglia.
Ma le ferie sono finite e non ho avuto il tempo di ritrovarmi!
E adesso?
17 luglio 2007
Il burattinaio delle stelle
appeso alle dita delle mie mani
Mani burattine
appese al battito del mio cuore
Cuore burattino
appeso al palpitare delle stelle
Stelle burattine
chi muove i vostri fili?
6 luglio 2007
Salendo, sudando, scrivendo...
Massimo sale,
...voce fuori campo:
“Perché stai salendo?
Perché?
Perché stai salendo?
Per chi?
Per chi stai salendo?
Perché?”
Massimo aumenta il passo,
...voce fuori campo:
“Perché stai sudando?
Perché?
Perché stai sudando?
Per chi?
Per chi stai sudando?
Perché?”
Massimo si ferma e tira fuori il taccuino,
...voce fuori campo:
“Perché lo stai scrivendo?
Perché?
Perché lo stai scrivendo?
Per chi?
Per chi lo stai scrivendo?
Perché?”
Massimo decide che tra le sue personalità multiple, quella che fa tutte ste’ cazzo di domande è quella che andrebbe soppressa.
...Continua a scrivere, continua a salire… continua a sudare!
“Ma perché?
…per chi?”
25 giugno 2007
"Scusi cameriera..."
“Scusi? Mentre aspetto l’antipasto, mi darebbe un foglio e una penna, per favore? Perché vede, ho corso tutto il giorno e mi fermo solo ora… E tutte le volte che mi fermo, dopo una giornata di corse come questa, vengo raggiunto dalla mia ombra…
“Sono solo lampi, squarci, immagini fugaci… Le colgo di sfuggita quando, come ora, mi siedo al ristorante, o mi abbandono sul letto della mia stanza di hotel.
“Sì, sono solo immagini fugaci, ma hanno un valore inestimabile. Sono luci sulla mia ombra che ho ignorato tutto il giorno. Mi parlano di ciò che è vero, oltre il contegno che il lavoro mi richiede.
“Ecco l’ombra di quando in riunione mi sono vergognato di non sapere…
“Ecco l’ombra di quando, chiuso alla toilette mi sono perso ad osservare i grigi tetti delle fabbriche…
“Ecco l’ombra di quando ho pensato di non essere davvero in grado di farcela a gestire tutta questa complessità…
“Ecco l’ombra di quando non mi sono fatto valere quanto avrei voluto…
“Ecco l’ombra di quando pensavo a lei, fingendo di lavorare…
“Ecco l’ombra che mi chiede cosa diavolo ci faccio in una città muta e sorda come questa…
“Ecco l’ombra… che mi guarda e mi sussurra: ‘sei un uomo solo’
“…ecco, capisce… per favore mi può portare un foglio e una penna, prima dell’antipasto, prima che io perda ciò che alla fine sono?
"Grazie!"
24 aprile 2007
Motti e Detti rivisti e corretti
...che molto probabilmente non gliela dava a sufficienza!
27 marzo 2007
Poesie - Scelgo di illudermi
scelgo di illudermi
che il mio soffice letto
sia una macchina miracolosa
e che il sonno che verrà
sia una sorta di rito
di purificazione
scelgo anche per oggi
di illudermi.
di illudermi che domani
mi sveglierò migliore
non più alto o più bello
ma più sano dentro
più leggero
e con un po’ meno di contraddizioni
e scelgo di illudermi
che tutto accadrà
senza fatica
senza dolore
nel corso di un sonno sereno e profondo
(magari, perché no, fra sogni fantastici)
scelgo così
perché l’alternativa
sarebbe svegliarmi domani
con l’assoluta determinazione
a voler cambiare
ma non può essere domani quel giorno
perché oggi sono troppo stanco
ancora per oggi
scelgo di illudermi
1 marzo 2007
Dubbi...
26 febbraio 2007
La mia storia... sulla neve

Più ancora che con una lettera,
ti parlerei di me
con queste mie impronte
lasciate sulla neve
Silenziose, solitarie
intrecciate a quelle di un capriolo
e di un’istrice.
Impronte selvatiche
estranee al mondo
nel quale cammini tu.
Ti scriverei
con le mie impronte sulla neve
una lettera pronta a dissolversi
ai primi raggi di primavera.
Ti perlerei di me attraverso
i segni del mio cammino
Ti chiederei di ascoltarmi
seguendo nel freddo le mie tracce
attraverso il bosco e la valle
e poi su, su quella cima che io amo.
Se saprai seguire
il mio racconto sulla neve,
ai primi raggi di primavera
mi troverai là
e allora, la mia storia,
quella che ti ho raccontato,
potrà finalmente dissolversi sotto il sole
perché tu sarai con me,
su quella cima che io amo.
19 febbraio 2007
Perchè l'amaca...
Perdermi, in un bosco, nella nebbia, nei ricordi, nelle sensazioni…
Avrei voglia di farlo, anche solo per un giorno ancora!
Ritrovarmi invece è un bisogno, un’esigenza:
ritrovarmi con i piedi per terra, con tutto il pragmatismo di cui dispongo,
con la assoluta determinazione ad essere efficace,
a lavorare, a portare i risultati.
Perché è per questo che vengo pagato.
Allora perdermi o ritrovarmi?
A ben pensare è una domanda mal posta, perché in ciascun successo è nascosto il fallimento dell’obiettivo opposto…
E io ho due obiettivi opposti, solidi e robusti: perdermi per ritrovarmi e ritrovarmi per non perdermi. Due obiettivi solidi e robusti come alberi secolari.
Ecco perché amo le amache perché non mi obbligano a scegliere tra un albero e l’altro,
ma mi invitano a cullarmi nella sospensione tra i due…
7 febbraio 2007
Torno a Vivere
a squarcia gola
e a strapparmi di dosso
questa inutile e secca corteccia.
Sono pronto a oscillare nel vento
come un giovane ramo di salice
e a balenare nell’oscurità della notte
come una solitaria luce nella campagna.
Vivere forse non è altro che fremere
e ogni fremito non dura più di un attimo
Li sto raccogliendo uno ad uno questi attimi,
e li sto legando tutti insieme questi fremiti
Me la cucirò stretta addosso
questa dannata voglia di vivere
Morirò vivendo
lo giuro a me stesso!
2 febbraio 2007
La mia storia di assassino seriale
decidendo non so perché
di non rimettere a posto
questa spalla lussata.
Poi uccisi la morte,
quando, travestita da schianto,
prese con se
la persona che amavo.
Subito corsi in chiesa distrutto
cercando aiuto nel prete,
ma quando mi accorsi
che blaterava a vuoto, uccisi pure lui.
E prima di uscire per sempre
da quella inutile chiesa,
uccisi anche quel piccolo dio
già sanguinante appeso a una croce
I miei non capirono,
fui costretto a farlo,
per quanto li amassi,
li dovetti uccidere.
Si trattò poi di legittima difesa
quando uccisi il sogno dell’amore eterno,
appena un attimo prima
che lui facesse lo stesso con me.
______________________
Era da un po’ che non mi succedeva
ma oggi è accaduto di nuovo, ho ucciso.
Oggi finalmente ho trovato il coraggio
ed ho ucciso la mia eterna ipocrisia.
Ora non ti stupire
se mi copro di nebbia
sono un assassino seriale
che bracca la sua prossima vittima
e sono la prossima vittima
braccata dall’assassino seriale.

