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26 ottobre 2007

Piccole cose

Già di per se è surreale questa lama di asfalto che divide in due una campagna notturna altrimenti inviolata.

I miei passi poi, di suole di cuoio che percuotono questo silenzio, risultano violenti, assurdi, fuori luogo, così come i miei lucidi pensieri, lubrificati da qualche bicchiere di troppo...

Cosa ci faccio qui? Perché produco rumori e pensieri inutili?

Forse dovrei togliermi le scarpe, forse dovrei sedermi ed ascoltare finalmente il silenzio dei miei non passi, la pace dei miei non pensieri…

Forse dovrei, ma allora mi raggiungerebbe il freddo e non so se avrei la forza di rialzarmi, di rimboccarmi le maniche, di rientrare a casa questa notte, di affrontare domani nuovamente il giorno.

Cosa ci faccio qui? Con questo vino in corpo, con questo pugno chiuso nel cuore, con questo baratro affilato sotto ai piedi? Perché continuo a percuotere la pace della campagna?

Cammino.
Commino per ricordarmi che in questa notte, le ali sono finte.
Cammino per insultare quel sogno di volare, almeno quanto lui oggi sembra insultare me…
Cammino per sentirmi normale.
Cammino per non sentirmi solo.
Cammino per dare un senso anche a questa notte di nulla.
Cammino per avere qualcosa da raccontare, domani.

Eppure ho solo cose piccole e poco significanti, e tu forse sarai deluso dalla piccolezza di questo racconto.

Cose piccole come una finestra accesa, nel nulla, nel silenzio, nel buio. Finestra accesa come faro di intimità. E nella finestra, una risata, una tavola, una famiglia.

Cose piccole come le lacrime che ho pianto, finalmente seduto, solo, davanti a quella finestra.

Cose piccole, insignificanti come questo mio fottuto non saper chiedere aiuto.

29 settembre 2007

Dormi nelle mie mani

Fermati qui
se vuoi.

Non negare l'autunno
questo freddo
la stanchezza
o il buio.

Non ti farò domande
come la terra non chiede al seme
"da dove vieni?
chi sei?
cosa sarai?"

Abbandonati alle mie braccia
come il seme alla terra.

Ancora questa notte
se vuoi
dormi nelle mie mani.

17 luglio 2007

Il burattinaio delle stelle

Destino burattino
appeso alle dita delle mie mani

Mani burattine
appese al battito del mio cuore

Cuore burattino
appeso al palpitare delle stelle

Stelle burattine
chi muove i vostri fili?

6 giugno 2007

Le buie notti dell'anima

Nelle buie notti dell’anima
tutto è terribilmente luminoso,

luce sui giochi a lungo nascosti,
luce sulle illusioni e le false promesse,

luce che brucia come energia
che corre incontrando ancora troppa resistenza.

Nelle buie notti dell’anima,
l’energia impiegata per controllare
e per creare mondi irreali,
fa ritorno a casa finalmente libera.

Illumina gli angoli bui,
brucia difese e protezioni,
travolge i piani e le strategie,
smaschera ogni autoinganno

e mi lascia qui, ancora una volta
solo con la mia anima.

Questo sono le mie
buie notti dell’anima,
momenti di luce tanto forte
da farmi male.

31 maggio 2007

Questa notte il mare…


…un mare che ritenevo privo di potere e saggezza
perché imbrigliato tra palazzi e scogliere artificiali,
mi ha chiamato a se con un forza inaspettata
e mi ha fatto deliberatamente sedere sulla sua riva.

Abbiamo disegnato cerchi sulla sabbia
e aperto porte nelle quattro direzioni.
Mi ha chiesto di ascoltare
ciò che entrava in me da ciascuna porta.

Est – forte – euforia, promesse, energia, vitalità, incontri… speranza
Sud – debole – calore, luce, solidità, vita, relazioni… gioia
Ovest – forte – conclusioni, tramonti, sospensione, separazione… dolore
Nord – debole – silenzio, freddo, introspezione, profondità… solitudine

Così ho capito…
non ragionando,
ma ascoltando

che mi sono lasciato traghettare
su scialuppe improvvisate di sorrisi e di emozioni,
dal malinconico Ovest all’esuberante Est
senza attraversare, come il cerchio avrebbe richiesto,
la profonda solitudine del Nord

Così ho capito…
non ragionando,
ma ascoltando

che forse è per questo
che ancora non mi sento degno
di andare a Sud

26 marzo 2007

Poesie - La sfida del Dubbio

La sua voce
mi ha chiamato,
la sua mano
mi ha condotto fin qui

Il dubbio,
meravigliosa e terrificante creatura,
mi sfida di nuovo,
nel buio di questa notte

ma prima
mi chiede
di deporre
ogni armatura.

E' buio
il silenzio è totale
e io sono solo

ma non posso sottrarmi.

Accetto la sfida

Tremante
mi sfilo uno dopo l'altro
ogni pezzo dell'armatura:

il mio progetto di vita
il mio rapporto di coppia
la mia famiglia
la mia reputazione professionale

Nudo, accetto la sfida

anche se è buio
anche se ho paura
anche se speravo
di non doverlo fare mai più.

Ancora una volta
Accetto la sfida.

Mi tuffo
nel dubbio.

2 marzo 2007

Domenica sarà luna piena...

E io domenica sera sarò sul soffice prato
Sarò sotto la luna
tratto verso il cielo
da quei sottili fili di stelle
che non mi danno tregua

E mi costringono a stare eretto
a non chinare mai il capo
a non piegare mai la schiena
a guardare sempre in alto

E io domenica sera sarò nel buio
Sarò sotto la luna
sorretto e dipinto verso l’alto
da quei sottili pennelli di stelle
che da sempre mi danno luce

Che mi permettono di stare eretto
che mi hanno insegnato a non chinare mai il capo
che mi aiutano a mantenere dritta la schiena
che chiamano i miei occhi
e li incollano all’infinito oltre

E io domenica sera sarò ancora una volta
prigioniero della notte.

21 giugno 2005

Poesie - Notte

Quante volte mi ha accolto come madre
tra le sue soffici braccia di buio.

Oggi invece mi graffia
con la ferocia di un animale offeso.

Forse la notte è solo la quotidiana resa dei conti
con la giornata di vita appena trascorsa...

20 maggio 2005

Canzoni - Canto Notturno (Di Un Pastore Errante Dell'Aria)

Il navigante si perse in un sogno
di stelle irrangiugibili;
da allora tutti i dati trasmessi
sono illeggibili:
ogni tanto ci arrivano segni
che registra solo il cuore:
forse, forse, non c'è stato mai,
e sono tutte storie.
In questa notte seminata di nuvole
che non una luce trema,
ogni domanda è la risposta a una domanda
della risposta prima;
ogni ritorno è una falsa partenza,
l'illusione di un movimento,
come questo bagno di lacrime
che non ho pianto.

Troppo cielo;
troppe foglie ha buttato il pensiero;
troppi nomi per dirne uno solo;
troppe, queste lezioni di volo:
fammi scendere, portami via, via, via,
portami via con te,
portami a casa mia,
tienimi sempre,

via, via, via,
un tempo io sognai,
prima di te sognai,
solo di ombre,
solo di ombre.

Nella memoria del mondo ci sono battaglie
e nostalgie del cielo,
grandi navi portano a spasso
la luce del pensiero:
ma io ricordo soltanto quel bacio,
quel giorno di primavera:
tutta la storia non vale
il tuo bacio di una sera.

Io ti amo:
ho paura ogni istante che abbiamo;
ho paura di averti di meno;
come un cieco ti ho dato la mano;
non lasciarmela, portami via, via, via,
portami via con te,
portami a casa mia,
tienimi sempre

via, via, via,
un tempo io sognai,
prima di te sognai,
solo ombre,
e adesso...

(R.Vecchioni)

27 aprile 2005

Pensieri - Notti dentro e notti fuori

Ho passeggiato in un’aiuola tra i palazzi, perché di natura selvaggia qui non ce ne è proprio traccia.
Ora siedo sul marciapiede, perché anche le panchine qui lasciano un po’ a desiderare.

Indosso ho il pigiama, le tennis slacciate, e il giubbino da trekking.
Una penna e il taccuino su cui lei - che dorme - sta segnando la lista della spesa.

Oggi finalmente non invidio queste tiepide finestre chiuse, chiuse su sogni coniugali semplici e compiuti.
Oggi finalmente non detesto la mia finestra ancora - e sempre – aperta (quanti spifferi e quanta pioggia ha lasciato entrare).

Oggi no.

Aspetto l’alba con la finestra spalancata e un sorriso beota stampato sul volto.

So che il primo sole di domani, trovando la finestra aperta, illuminerà il mio sogno e scalderà il mio cuore!

PS: domani a lezione voglio parlare ai ragazzi di finestre chiuse e di finestre aperte… di notti dentro e di notti fuori.

20 marzo 2005

Non puoi passare

Il Barlog giunse al ponte. Gandalf era in piedi al centro della sala e con la mano sinistra si appoggiava al bastone, mentre nella destra Glamdring scintillava, fredda e bianca. Il nemico si arrestò nuovamente, fronteggiandolo, ed intorno ad esso l'ombra allungò due grandi ali. Il Barlog schiocc&ogeave; la frusta, e le code scricchiarono e fischiarono. Del fuoco si sprigionava dalle sue narici: ma Gandalf rimase fermo ed immobile.


(...) ma Gandalf si scorgeva ancora, un bagliore nelle tenebre; pareva piccolo e del tutto solo...
"Non puoi passare", disse.


Tratto da: il Signore degli Anelli, 2.5 Il ponte di Khazad-dûm (p.411)

23 gennaio 2005

Pensieri - Io sono Dio

Ho passato anni vagando attraverso notti sempre uguali, urlando “DIO” verso un cielo muto e indifferente.
Quel Dio non rispondeva per quanto io urlassi a gran voce:
“Diooooo!”
“Diiiooooooo!”
“Diiiiiooooooooo!”
Nulla, mai una risposta. E mi sentivo davvero solo.

Una notte però avevo la gola raschiata e la “D” di Dio proprio non mi usciva di bocca:
“…iooooo!”
“…iiiooooooo!”
“…iiiiiooooooooo!”
Ed ecco, stelle cadenti, soffi di vento, voli di uccelli, canti di rane, ululati di cani, bagliori di lucciole.

Da allora non mi sono setito più solo.

Da allora conosco la parola capace di trasformare una notte qualunque in una notte magica: “io”.

15 gennaio 2005

Vagheggiamenti - La seconda porta…

Il silenzio è la seconda porta
è il silenzio di un bosco di notte
è lì che la trovo…

Anima pigra da sempre uguale a se stessa
da sempre illusa e da sempre delusa

accartocciata nella sua ultima
struggente emozione
eppure illuminata
da quell’incrollabile, sognante illusione

Anima fremente, insoddisfatta e anelante
anima ferita e annoiata
ma anima statica, lenta. Immobile

Siedo e la osservo senza parlare
(ché tanto già le ho detto tutto
così come lei tutto già ha vissuto)

L’io di oggi
osserva
l’io di ieri

e nel silenzio
gli chiede aiuto
per essere finalmente
l’io di oggi.

L’io di oggi
abbraccia
l’io di ieri

e nel silenzio
inizia lentamente
a cancellarlo

fino a restare
disperatamente
solo

ed ecco la terza porta
quella del freddo

29 ottobre 2004

Pensieri - Notte

Quanto più grande di me è questa notte.
Passa, mi attraversa, mi accoglie senza interrogativi esitazioni o domande.
Non si chiede se mi sta accarezzando o trafiggendo
Semplicemente mi avvolge con il mantello
del suo spietato amorevole essere notte




E lascia a me e alla mia solitudine la scelta del gioco.