Ancora una volta
scelgo di illudermi
che il mio soffice letto
sia una macchina miracolosa
e che il sonno che verrà
sia una sorta di rito
di purificazione
scelgo anche per oggi
di illudermi.
di illudermi che domani
mi sveglierò migliore
non più alto o più bello
ma più sano dentro
più leggero
e con un po’ meno di contraddizioni
e scelgo di illudermi
che tutto accadrà
senza fatica
senza dolore
nel corso di un sonno sereno e profondo
(magari, perché no, fra sogni fantastici)
scelgo così
perché l’alternativa
sarebbe svegliarmi domani
con l’assoluta determinazione
a voler cambiare
ma non può essere domani quel giorno
perché oggi sono troppo stanco
ancora per oggi
scelgo di illudermi
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27 marzo 2007
26 marzo 2007
Poesie - La sfida del Dubbio
La sua voce
mi ha chiamato,
la sua mano
mi ha condotto fin qui
Il dubbio,
meravigliosa e terrificante creatura,
mi sfida di nuovo,
nel buio di questa notte
ma prima
mi chiede
di deporre
ogni armatura.
E' buio
il silenzio è totale
e io sono solo
ma non posso sottrarmi.
Accetto la sfida
Tremante
mi sfilo uno dopo l'altro
ogni pezzo dell'armatura:
il mio progetto di vita
il mio rapporto di coppia
la mia famiglia
la mia reputazione professionale
Nudo, accetto la sfida
anche se è buio
anche se ho paura
anche se speravo
di non doverlo fare mai più.
Ancora una volta
Accetto la sfida.
Mi tuffo
nel dubbio.
mi ha chiamato,
la sua mano
mi ha condotto fin qui
Il dubbio,
meravigliosa e terrificante creatura,
mi sfida di nuovo,
nel buio di questa notte
ma prima
mi chiede
di deporre
ogni armatura.
E' buio
il silenzio è totale
e io sono solo
ma non posso sottrarmi.
Accetto la sfida
Tremante
mi sfilo uno dopo l'altro
ogni pezzo dell'armatura:
il mio progetto di vita
il mio rapporto di coppia
la mia famiglia
la mia reputazione professionale
Nudo, accetto la sfida
anche se è buio
anche se ho paura
anche se speravo
di non doverlo fare mai più.
Ancora una volta
Accetto la sfida.
Mi tuffo
nel dubbio.
8 gennaio 2007
Poesie - Il momento della verità
Passeranno gli anni
e arriverà quel momento.
Saremo seduti attorno al fuoco
in una notte di primavera
un prato, il torrente,
e poi lucciole, alberi e migliaia di stelle...

...Mio nipote, sulle mie ginocchia
dopo un pensoso silenzio, mi chiederà:
“Nonno, è vero che quando eri ragazzo tu
stavate per distruggere tutto questo?”
Allora voglio poterlo guardare
fiero negli occhi
e sussurrargli con dolcezza:
“Sì, c’è mancato davvero poco.
Ma poi abbiamo pensato a te,
a quanto lo avresti amato
e ci siamo rimboccati le maniche
tutti insieme!”
(liberamente ispirato da "Costruire Economie Solidali" di Andrea Saroldi -EMI)
e arriverà quel momento.
Saremo seduti attorno al fuoco
in una notte di primavera
un prato, il torrente,
e poi lucciole, alberi e migliaia di stelle...

...Mio nipote, sulle mie ginocchia
dopo un pensoso silenzio, mi chiederà:
“Nonno, è vero che quando eri ragazzo tu
stavate per distruggere tutto questo?”
Allora voglio poterlo guardare
fiero negli occhi
e sussurrargli con dolcezza:
“Sì, c’è mancato davvero poco.
Ma poi abbiamo pensato a te,
a quanto lo avresti amato
e ci siamo rimboccati le maniche
tutti insieme!”
(liberamente ispirato da "Costruire Economie Solidali" di Andrea Saroldi -EMI)
13 novembre 2006
Poesie Rubate - Autobiografia breve
di Portia Nelson
Capitolo I
Cammino per la strada.
C'è una profonda buca nel marciapiede. Ci cado.
Sono persa... Sono impotente.
Non è colpa mia.
Ci vorrà un’eternità per uscirne.
Capitolo II
Cammino per la stessa strada.
C'è una profonda buca nel marciapiede.
Fingo di non vederla.
Ci ricado.
Non riesco a credere di essere in quello stesso posto.
Ma non è colpa mia.
Ci vuole ancora molto tempo per uscirne.
Capitolo III
Cammino per la strada.
C'è una profonda buca nel marciapiede.
Vedo che c’è.
Ci cado ancora... è un’abitudine.
I miei occhi sono aperti.
So dove sono.
E’ colpa mia.
Ne esco immediatamente.
Capitolo IV
Cammino per la strada.
C'è una profonda buca nel marciapiede.
La aggiro.
Capitolo V
Cammino per un’altra strada.
Capitolo I
Cammino per la strada.
C'è una profonda buca nel marciapiede. Ci cado.
Sono persa... Sono impotente.
Non è colpa mia.
Ci vorrà un’eternità per uscirne.
Capitolo II
Cammino per la stessa strada.
C'è una profonda buca nel marciapiede.
Fingo di non vederla.
Ci ricado.
Non riesco a credere di essere in quello stesso posto.
Ma non è colpa mia.
Ci vuole ancora molto tempo per uscirne.
Capitolo III
Cammino per la strada.
C'è una profonda buca nel marciapiede.
Vedo che c’è.
Ci cado ancora... è un’abitudine.
I miei occhi sono aperti.
So dove sono.
E’ colpa mia.
Ne esco immediatamente.
Capitolo IV
Cammino per la strada.
C'è una profonda buca nel marciapiede.
La aggiro.
Capitolo V
Cammino per un’altra strada.
16 ottobre 2006
Poesie - La magia di uno sguardo
Siediti e guarda.
Non ha importanza cosa… fallo!
Guarda come non hai mai guardato.
Se necessario spalanca un po’ di più gli occhi e guarda.
Siediti e guarda con attenzione, con presenza.
Certo, sei stanca, ma puoi guardare.
Guarda la tua casa e la tua vita… fallo con calma.
Rubati un po’ di tempo per guardare.
E’ quello che ho fatto io oggi, vorrei che lo facessi anche tu
perché a me ha fatto un effetto particolare.
Mi sono sentito a posto, nei miei panni, in ordine, in pace.
Mi sono sentito uomo
forse proprio perché alcune cose sfuggono al mio controllo
come foglie che cadono.
Ma è a posto così, siamo uomini…
Prova ti prego a guardare
e dimmi se anche a te è parso
di ritrovare il tuo cuore.
Non ha importanza cosa… fallo!
Guarda come non hai mai guardato.
Se necessario spalanca un po’ di più gli occhi e guarda.
Siediti e guarda con attenzione, con presenza.
Certo, sei stanca, ma puoi guardare.
Guarda la tua casa e la tua vita… fallo con calma.
Rubati un po’ di tempo per guardare.
E’ quello che ho fatto io oggi, vorrei che lo facessi anche tu
perché a me ha fatto un effetto particolare.
Mi sono sentito a posto, nei miei panni, in ordine, in pace.
Mi sono sentito uomo
forse proprio perché alcune cose sfuggono al mio controllo
come foglie che cadono.
Ma è a posto così, siamo uomini…
Prova ti prego a guardare
e dimmi se anche a te è parso
di ritrovare il tuo cuore.
6 agosto 2006
Poesie - Abitudine
L'abitudine trasforma
il mistero inesplorato di un bosco
nella sicurezza di un sentiero
l'articolata natura di una città
in un percorso quotidiano di sole quattro strade
L'abitudine trasforma
la sfida del lavoro
nella noia spenta di una routine
il profondo universo di un'anima
in un ritratto statico e privo di vita
Vorrei non abituarmi mai
alla natura
alla mia città
al mio lavoro
alla mia donna
Vorrei non abituarmi mai
a me stesso
il mistero inesplorato di un bosco
nella sicurezza di un sentiero
l'articolata natura di una città
in un percorso quotidiano di sole quattro strade
L'abitudine trasforma
la sfida del lavoro
nella noia spenta di una routine
il profondo universo di un'anima
in un ritratto statico e privo di vita
Vorrei non abituarmi mai
alla natura
alla mia città
al mio lavoro
alla mia donna
Vorrei non abituarmi mai
a me stesso
16 luglio 2006
Poesie - Carta e penna
Dammi carta e penna, in ogni momento

nel freddo del vento
nel mistero della nebbia
nella spuma della tempesta
nella pioggia e nel gelo
dammi carta e penna, in ogni momento
nella solitudine di un rapporto
nella delusione di un piccolo uomo
nella paura di un passo
nella malinconia di un attimo passato
ma dammi ti prego carta e penna
anche nelle giornate di sole
anche dinanzi al suo sorriso
perché non solo i graffi
meritano di lasciare segni
sulla mia pelle.

nel freddo del vento
nel mistero della nebbia
nella spuma della tempesta
nella pioggia e nel gelo
dammi carta e penna, in ogni momento
nella solitudine di un rapporto
nella delusione di un piccolo uomo
nella paura di un passo
nella malinconia di un attimo passato
ma dammi ti prego carta e penna
anche nelle giornate di sole
anche dinanzi al suo sorriso
perché non solo i graffi
meritano di lasciare segni
sulla mia pelle.
30 maggio 2006
Poesie - Amico
Ti chiedo utopia
l’utopia di chi seduto nel silenzio
ode i passi dei diversi domani che potranno arrivare
e sa osservare il passato
e percepire il presente
e fa spazio dentro di se all’unico domani
il cui passo è armonioso e sicuro
Ti chiedo coraggio
il coraggio di chi posa una pietra, la prima
là dove ha sognato la propria dimora
il coraggio di chi a sera con sincerità
conta i passi fatti verso il suo sogno
Ti chiedo infine fede
la fede di chi, sa sedersi
e aspettare
la fede di chi crede incrollabilmente
in due saggi alleati
il ciclico incedere della Natura
il guizzante genio della Vita
l’utopia di chi seduto nel silenzio
ode i passi dei diversi domani che potranno arrivare
e sa osservare il passato
e percepire il presente
e fa spazio dentro di se all’unico domani
il cui passo è armonioso e sicuro
Ti chiedo coraggio
il coraggio di chi posa una pietra, la prima
là dove ha sognato la propria dimora
il coraggio di chi a sera con sincerità
conta i passi fatti verso il suo sogno
Ti chiedo infine fede
la fede di chi, sa sedersi
e aspettare
la fede di chi crede incrollabilmente
in due saggi alleati
il ciclico incedere della Natura
il guizzante genio della Vita
12 maggio 2006
Poesie Rubate - Come un gabbiano
Non so dove i Gabbiani abbiano il nido
Dove trovino pace…
Io sono come loro,
in perpetuo volo.
La Vita la sfioro
Com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch’essi,
amo la Quiete
la Gran Quiete Marina.
Ma il mio Destino è Vivere
Balenando in Burrasca.
V. Cardarelli
Dove trovino pace…
Io sono come loro,
in perpetuo volo.
La Vita la sfioro
Com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch’essi,
amo la Quiete
la Gran Quiete Marina.
Ma il mio Destino è Vivere
Balenando in Burrasca.
V. Cardarelli
7 ottobre 2005
Poesie - Parole d'autunno
Notte di tuoni e di pioggia
di foglie sconnesse,
alla deriva nel vento d’autunno.
Notte di intimo fermento
e di echi lontani
di poche effimere parole
Parole secche
come queste foglie
che rubano ancora
il tempo di una caduta
questa notte
riporrei la mia stessa vita
in un pugno di parole
se solo sapessi afferrarle
e cucirle insieme.
Ma è autunno
e le parole
cadono senza un senso
alla deriva nel vento
Non pretendo che tu capisca
…solo che ascolti
di foglie sconnesse,
alla deriva nel vento d’autunno.
Notte di intimo fermento
e di echi lontani
di poche effimere parole
Parole secche
come queste foglie
che rubano ancora
il tempo di una caduta
questa notte
riporrei la mia stessa vita
in un pugno di parole
se solo sapessi afferrarle
e cucirle insieme.
Ma è autunno
e le parole
cadono senza un senso
alla deriva nel vento
Non pretendo che tu capisca
…solo che ascolti
30 settembre 2005
Poesie - Non scendere
Non scendere
continua con me questo viaggio
non chiudere gli occhi
non stancarti di questa avventura
non smettere di sognare
e di lottare per il tuo sogno
Io sono
il viaggiatore instancabile
ma tu sei il viaggio, l’avventura
e il sogno.
continua con me questo viaggio
non chiudere gli occhi
non stancarti di questa avventura
non smettere di sognare
e di lottare per il tuo sogno
Io sono
il viaggiatore instancabile
ma tu sei il viaggio, l’avventura
e il sogno.
21 settembre 2005
Poesie - Passerà

Il mio grido notturno
ha mandato in frantumi
il cielo
ora piovono
frammenti taglienti
di vuoto
le schegge
trafiggono
la mia anima nuda
“non sarei dovuto venire
da solo
fin qui”
“non avrei dovuto
urlare
contro il cielo”
“dovrei imparare
a coprirmi
un po’ di più”
Ma io sono io
e non ho scampo
da me stesso
sorrido,
mi accovaccio
sotto alla luna
anche questa pioggia di vuoto,
come tutte le altre,
passerà.
18 settembre 2005
Poesie - Oggi sono Dio
Oggi sono la poesia
e il muro contro il quale si scaglia
oggi sono il bambino
e il genitore che lo abbandona
oggi sono la strada
e la sbarra che ne chiude l’accesso
oggi sono il silenzio
e il più inutile schiamazzo
oggi sono il carnefice
e la vittima tremante
oggi sono il creatore
e il distruttore
posso uccidere me stesso
o farmi vivere per sempre
e il muro contro il quale si scaglia
oggi sono il bambino
e il genitore che lo abbandona
oggi sono la strada
e la sbarra che ne chiude l’accesso
oggi sono il silenzio
e il più inutile schiamazzo
oggi sono il carnefice
e la vittima tremante
oggi sono il creatore
e il distruttore
posso uccidere me stesso
o farmi vivere per sempre
17 settembre 2005
Poesie - Vortice notturno
Vieni con me questa notte
voglio mostrarti
cosa ho scoperto
dopo tanto cercare
Vieni con me questa notte
voglio mostrarti
cosa ho costruito
dopo tanto lavorare
Vieni con me questa notte
voglio mostrarti
cosa ho compreso
dopo tanto soffrire

...O forse mi sbaglio,
forse non ho proprio nulla
da mostrarti…
forse è proprio per questo
che ti vorrei con me,
nel vortice mai sazio
di questa notte.
voglio mostrarti
cosa ho scoperto
dopo tanto cercare
Vieni con me questa notte
voglio mostrarti
cosa ho costruito
dopo tanto lavorare
Vieni con me questa notte
voglio mostrarti
cosa ho compreso
dopo tanto soffrire

...O forse mi sbaglio,
forse non ho proprio nulla
da mostrarti…
forse è proprio per questo
che ti vorrei con me,
nel vortice mai sazio
di questa notte.
6 settembre 2005
Poesie - In nome dell'amore
Dinanzi al fremito di un albero
all’incanto di un arcobaleno
o al mistero di un sogno
Nina, io mi fermo
e mi spoglio
tremante
in nome dell’amore
mi fermo
in nome dell’amore
mi spoglio
in nome dell’amore
ascolto
in nome dell’amore
resto in piedi, immobile.
Nina, in nome dell’amore
oggi consacro questo piccolo spazio
nel mio cuore
qui potrai ballare
protetta
qui potrai tornare
dopo ogni avventura
all’incanto di un arcobaleno
o al mistero di un sogno
Nina, io mi fermo
e mi spoglio
tremante
in nome dell’amore
mi fermo
in nome dell’amore
mi spoglio
in nome dell’amore
ascolto
in nome dell’amore
resto in piedi, immobile.
Nina, in nome dell’amore
oggi consacro questo piccolo spazio
nel mio cuore
qui potrai ballare
protetta
qui potrai tornare
dopo ogni avventura
5 settembre 2005
Poesie - Se...
Ho bruciato i giorni della passione
con la sfrontata foga di chi li crede inesauribili
Ora stringo i pugni per trattenerne
le leggere ceneri e i dolcissimi ricordi
Quel fuoco è un mistero
che non so dominare
Se avessi un’altra opportunità,
se un fulmine dal cielo riaccendesse quella fiamma,
la alimenterei giorno e notte
con saggezza e rispetto
Tornerei uomo primitivo
attonito, intimorito e deferente
dinnanzi al mistero del fuoco piovuto dal cielo
...il più prezioso dei doni della Vita
con la sfrontata foga di chi li crede inesauribili
Ora stringo i pugni per trattenerne
le leggere ceneri e i dolcissimi ricordi
Quel fuoco è un mistero
che non so dominare
Se avessi un’altra opportunità,
se un fulmine dal cielo riaccendesse quella fiamma,
la alimenterei giorno e notte
con saggezza e rispetto
Tornerei uomo primitivo
attonito, intimorito e deferente
dinnanzi al mistero del fuoco piovuto dal cielo
...il più prezioso dei doni della Vita
29 agosto 2005
Poesie - La traccia ubriaca
Notte, neve, bianco.
Cammino
inconsapevole dell’impronta
lasciata da ogni mio passo
Mi fermo, mi volto,
sulla neve, dietro di me,
una traccia ubriaca
di passi incerti e irregolari

“Non sono io quello”
mi dico
e riprendo la marcia
senza più girarmi
inseguito fino a casa
dalla mia traccia ubriaca
Nevicherà ancora
e la traccia ubriaca
sarà cancellata
steso sul divano sorrido:
potrò ancora fingermi sobrio
Cammino
inconsapevole dell’impronta
lasciata da ogni mio passo
Mi fermo, mi volto,
sulla neve, dietro di me,
una traccia ubriaca
di passi incerti e irregolari

“Non sono io quello”
mi dico
e riprendo la marcia
senza più girarmi
inseguito fino a casa
dalla mia traccia ubriaca
Nevicherà ancora
e la traccia ubriaca
sarà cancellata
steso sul divano sorrido:
potrò ancora fingermi sobrio
20 agosto 2005
Poesie - Lo specchio
Ho percorso decine di chilometri
ho attraversato città e campagne
per lavoro
ho concluso anche qualche buon affare
Così alla sera
quando arrivo davanti allo specchio
sono completamente esausto

Lui mi guarda con nostalgia
e mi chiede “dove sei stato?
non ti si vede più in casa…”
quasi non riconosco quell’uomo leggero
Gli rispondo pesante di fatica e di rabbia
“Ho lavorato tutto il giorno,
ho percorso chilometri,
ho attraversato città e campagne
ho anche concluso qualche buon affare!”
lui mi guarda leggero come un sogno
e mi chiede “c’erano fiori?
ne hai raccolto qualcuno per me?”
“no, non c’era neppure un fiore
e se ci fosse stato non lo avrei visto
perché stavo lavorando
e se anche lo avessi visto
non lo avrei raccolto,
perché non avevo tempo da perdere”
“Sei stato fuori tutto il giorno
e non hai visto neppure un fiore…
che strade tristi devi avere percorso!
Dai, esci con me, facciamo due passi
ti mostro i fiori del nostro giardino”
ho attraversato città e campagne
per lavoro
ho concluso anche qualche buon affare
Così alla sera
quando arrivo davanti allo specchio
sono completamente esausto

Lui mi guarda con nostalgia
e mi chiede “dove sei stato?
non ti si vede più in casa…”
quasi non riconosco quell’uomo leggero
Gli rispondo pesante di fatica e di rabbia
“Ho lavorato tutto il giorno,
ho percorso chilometri,
ho attraversato città e campagne
ho anche concluso qualche buon affare!”
lui mi guarda leggero come un sogno
e mi chiede “c’erano fiori?
ne hai raccolto qualcuno per me?”
“no, non c’era neppure un fiore
e se ci fosse stato non lo avrei visto
perché stavo lavorando
e se anche lo avessi visto
non lo avrei raccolto,
perché non avevo tempo da perdere”
“Sei stato fuori tutto il giorno
e non hai visto neppure un fiore…
che strade tristi devi avere percorso!
Dai, esci con me, facciamo due passi
ti mostro i fiori del nostro giardino”
2 agosto 2005
Poesie - La vita che mi manca
Tutta la vita che mi manca
è in questo grido
che non so scrivere
Tutta la vita che mi manca
è in quel silenzio
che non so vivere
è in questo grido
che non so scrivere
Tutta la vita che mi manca
è in quel silenzio
che non so vivere
22 luglio 2005
Poesie - In questo regno manca un Re
Era un principe poco più che bambino
biondo, minuto, sempre allegro e scanzonato.
Correva a piedi nudi, si rotolava a terra quando rideva
parlava ad alberi ed animali, sentiva tutte le voci della natura
era capace di vedere ciò che gli altri non vedono
e cantava, cantava,
cantava di gioia.
A volte poi scalava la vetta più alta
e da lassù ammirava il suo regno
e da lassù chiedeva a Dio
di insegnargli a regnare.
Non fu certo Dio a chiedergli di essere perfetto
ne mai glielo lo chiese chi viveva al suo fianco.
Eppure ora il regno è senza un re
e il principe è prigioniero
della propria imperfezione.
Agita le catene
batte la testa contro le pareti
e grida con tutte le sue forze.
Se passi di qui non puoi non sentirlo
ma non andare oltre indifferente
queste non sono poesie, sono il grido del principe
prigioniero della propria imperfezione.
biondo, minuto, sempre allegro e scanzonato.
Correva a piedi nudi, si rotolava a terra quando rideva
parlava ad alberi ed animali, sentiva tutte le voci della natura
era capace di vedere ciò che gli altri non vedono
e cantava, cantava,
cantava di gioia.
A volte poi scalava la vetta più alta
e da lassù ammirava il suo regno
e da lassù chiedeva a Dio
di insegnargli a regnare.
Non fu certo Dio a chiedergli di essere perfetto
ne mai glielo lo chiese chi viveva al suo fianco.
Eppure ora il regno è senza un re
e il principe è prigioniero
della propria imperfezione.
Agita le catene
batte la testa contro le pareti
e grida con tutte le sue forze.
Se passi di qui non puoi non sentirlo
ma non andare oltre indifferente
queste non sono poesie, sono il grido del principe
prigioniero della propria imperfezione.
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