(immagine rubata a Stefania Toffolon.. non me ne voglia)
Essere impeccabili guerrieri significa avere una méta e un profondo amore per il cammino.
Essere impeccabili guerrieri significa camminare con infinito rispetto per i compagni di viaggio, per se stessi e per ogni singolo passo.
Essere impeccabili guerrieri però significa anche commettere errori lungo la via, sbagliare direzione qualche volta, dimenticare di ascoltare un compagno di viaggio o di condividere con lui i dettagli della tabella di marcia.
Essere impeccabili guerrieri è abbracciare in toto la propria umanità, le proprie insicurezze, i propri errori, i propri passi falsi.. E’ accettare tutto questo, prenderne atto e deporne il peso immediatamente ai margini del sentiero, senza portarlo sulle spalle o riversarsarlo su quelle dei compagni di viaggio.
Essere impeccabili guerrieri è camminare a testa alta ma è anche fermarsi a riposare o ad aspettare chi è stanco.
Essere impeccabili guerrieri in fondo, è capire lungo il cammino che non c’è nessuna mèta, nessun ostacolo, nessun bisogno di faticare.. E’ comprendere che il paesaggio nel quale ci muoviamo è la proiezione di ciò che portiamo nella nostra mente.
Allora il guerriero comprende di essere uno srotolatore di paesaggi.
Allora sorride di sé e della propria battaglia.
Allora si siede, depone le armi e si guarda intorno con ritrovata meraviglia.
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30 gennaio 2011
30 gennaio 2010
Il mio cammino
Penso alle vecchie strade..
Quelle aperte da contadini, cacciatori e commercianti
con i loro sandali di cuoio, i loro muli o i loro cavalli.
Quelle strade percorrono il fondovalle
aggirano gli ostacoli della natura rispettandone il respiro.
Quelle strade hanno la terra calcata dai passi
hanno un'anima scolpita dalla fatica
hanno un cuore intriso della meta di chi le ha percorse.
A quelle strade gli alberi fanno corona
prati, corsi d'acqua, montagne e boschi sembrano giocare con loro
in un armonia nata dall'equilibrio di forze.
Le vedo nascere come erba di un prato piegata da un primo passaggio (lento e incerto)
le vedo crescere come sentieri battuti con maggior insistenza
le vedo evolvere in mulattiere e poi in strade bianche
senza perdere un soffio della loro ostinata armonia,
senza deviare il primo tracciato.
Queste sono le strade che vorrei percorrere nella mia vita
non quelle asfaltare, non quelle sospese su cavalcavia o scavate nella roccia
non cerco la via più breve ne la più veloce
non voglio pagare un pedaggio per risparmiare manciate di minuti.
Cerco il cammino
che abbia ancora un cuore.
Quelle aperte da contadini, cacciatori e commercianti
con i loro sandali di cuoio, i loro muli o i loro cavalli.
Quelle strade percorrono il fondovalle
aggirano gli ostacoli della natura rispettandone il respiro.
Quelle strade hanno la terra calcata dai passi
hanno un'anima scolpita dalla fatica
hanno un cuore intriso della meta di chi le ha percorse.
A quelle strade gli alberi fanno corona
prati, corsi d'acqua, montagne e boschi sembrano giocare con loro
in un armonia nata dall'equilibrio di forze.
Le vedo nascere come erba di un prato piegata da un primo passaggio (lento e incerto)
le vedo crescere come sentieri battuti con maggior insistenza
le vedo evolvere in mulattiere e poi in strade bianche
senza perdere un soffio della loro ostinata armonia,
senza deviare il primo tracciato.
Queste sono le strade che vorrei percorrere nella mia vita
non quelle asfaltare, non quelle sospese su cavalcavia o scavate nella roccia
non cerco la via più breve ne la più veloce
non voglio pagare un pedaggio per risparmiare manciate di minuti.
Cerco il cammino
che abbia ancora un cuore.
11 dicembre 2007
Nessuna paura
Nessuna paura amore,
passiamo di qui
di qui dove la vita
offre l’orizzonte più ampio
di qui dove il vuoto
ci fa tremare le ginocchia.
Ma nessuna paura amore,
dammi la mano,
passiamo di qui
perché sia quel vuoto
che quell’orizzonte
sono parti di noi.
Esplorami amore
e io esplorerò te
passiamo di qui,
dammi la mano
la strada la so.
passiamo di qui
di qui dove la vita
offre l’orizzonte più ampio
di qui dove il vuoto
ci fa tremare le ginocchia.
Ma nessuna paura amore,
dammi la mano,
passiamo di qui
perché sia quel vuoto
che quell’orizzonte
sono parti di noi.
Esplorami amore
e io esplorerò te
passiamo di qui,
dammi la mano
la strada la so.
24 aprile 2007
Motti e Detti rivisti e corretti
ALL'INCROCIO DI GRANDI STRADE NASCONO LE PIAZZE
...Forse un tempo! Oggi nacono solo cavalcavia o rotatorie!
...Forse un tempo! Oggi nacono solo cavalcavia o rotatorie!
6 novembre 2004
Poesie - Le notti di Ulisse
Oggi l’oceano
gli è parso immobile,
scolpito
identico a quello di ieri
oggi nessun brivido
nessun’emozione
genera in lui
quello spicchio di oceano
cucito stretto attorno
al piccolo porto
E quel porto,
con le sue banchine
e quelle quattro case del villaggio
e il campanile della chiesa…
oggi conosce a uno a uno i viottoli,
le case, i muri, le singole pietre
…come il carcerato conosce la sua cella
Insonne
pensa alle braccia distese del faro
che lo avevano condotto
verso il calore di casa
a chi porge ora
le sue braccia quel faro?
E’ giusto
vagheggiare l’oceano da terra?
o la terra
che va agognata dal mare?
Quante notti insonni ancora?
Quante volte ancora
dovrà scegliere
tra un porto
e una rotta?
gli è parso immobile,
scolpito
identico a quello di ieri
oggi nessun brivido
nessun’emozione
genera in lui
quello spicchio di oceano
cucito stretto attorno
al piccolo porto
E quel porto,
con le sue banchine
e quelle quattro case del villaggio
e il campanile della chiesa…
oggi conosce a uno a uno i viottoli,
le case, i muri, le singole pietre
…come il carcerato conosce la sua cella
Insonne
pensa alle braccia distese del faro
che lo avevano condotto
verso il calore di casa
a chi porge ora
le sue braccia quel faro?
E’ giusto
vagheggiare l’oceano da terra?
o la terra
che va agognata dal mare?
Quante notti insonni ancora?
Quante volte ancora
dovrà scegliere
tra un porto
e una rotta?
1 novembre 2004
Poesie - Uomo nel vento
Tira un vento fortissimo
e io bandiera, in esso mi perdo
Oggi però raccolgo i miei sogni
e li pianto a terra come picchetti
di quella bandiera farò una tenda
che mi protegga dal vento
riposerò un po’
poi forse domani disferò la tenda
e costruirò una vela
Finalmente inizierà il viaggio
e io bandiera, in esso mi perdo
Oggi però raccolgo i miei sogni
e li pianto a terra come picchetti
di quella bandiera farò una tenda
che mi protegga dal vento
riposerò un po’
poi forse domani disferò la tenda
e costruirò una vela
Finalmente inizierà il viaggio
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