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27 marzo 2007

Poesie - Scelgo di illudermi

Ancora una volta
scelgo di illudermi
che il mio soffice letto
sia una macchina miracolosa

e che il sonno che verrà
sia una sorta di rito
di purificazione

scelgo anche per oggi
di illudermi.
di illudermi che domani
mi sveglierò migliore

non più alto o più bello
ma più sano dentro
più leggero
e con un po’ meno di contraddizioni

e scelgo di illudermi
che tutto accadrà
senza fatica
senza dolore
nel corso di un sonno sereno e profondo
(magari, perché no, fra sogni fantastici)

scelgo così
perché l’alternativa
sarebbe svegliarmi domani
con l’assoluta determinazione
a voler cambiare

ma non può essere domani quel giorno
perché oggi sono troppo stanco

ancora per oggi
scelgo di illudermi

1 novembre 2004

Pensieri - Solitudine darwiniana

Non appartengo a questo mondo.. non più a questa visione. Ne ho scelte di nuove, più sofisticate.. solitarie.
Così mi illudo di essere diverso.. così ricamo i merletto della solitudine tutto intorno ai margini della mia vita.




Non è successo oggi e neppure ieri.. sono figlio di una sequenza ininterrotta di scelte di pensieri e pensieri non scelti. Ho subito una sorta di evoluzione darwiniana al contrario che passo passo mi ha privato di tutti gli attributi e le caratteristiche utili a vivere efficacemente in questo mondo.
Spinta autodistruttiva o visione prospettica e profetica di un mondo diverso, complementare a questo?
Se esistesse un mondo così, nel quale le ombre fossero luce e le luci fossero ombre.. in questo mondo io sarei a mio agio. In esso mi muoverei come voi vi muovete in questo.

28 ottobre 2004

Poesie 3 - Il Viaggio

Così, studiai da alpinista
e volli sfidare la gelida montagna
Alpinista improvvisato!

Non raggiunsi mai la vetta.
Ma conobbi il freddo, quello sì
e gli stenti del cammino.

Alpinista improvvisato
intrapresi il viaggio
senza viveri e senza vestiti.

Lungo il cammino cacciai bestie fantastiche
e mi nutrii
della loro carne

E con le pelli
tentai di proteggermi
dal freddo

Ma la fame mi logorava da dentro
e il gelo mi graffiava da fuori.

Compagni pochi
compagni nessuno.

E mai sosta,
mai riposo,
mai qualche ora di tregua.

Fatica, solo fatica
Luoghi già visti
ostacoli già superati
si riproponevano all’infinito

Giravo in tondo
in tondo

Scalavo sempre nuove montagne
per ritrovarmi ogni volta
nella stessa insulsa e odiata valle

Confondere me stesso con il gelo che attraversavo
identificare me stesso con la fame che mi divorava

e non potermi fermare
mai.
Neppure dinanzi all’amore
mai.