26 marzo 2010

Perchè vi porto a camminare di notte nel bosco


“Una marcia nel cuore della notte, sotto la luce della luna, nel bosco o nella campagna, lascia una traccia nella memoria che non si cancella tanto facilmente. Sotto le stelle e nell’oscurità l’uomo ritrova il suo stato di creatura proiettata in un universo infinito e
palpitante, s’interroga sulla propria esistenza... 
La notte pone l’uomo di fronte alle due facce del sacro: la meraviglia e lo spavento, due modi diversi di essere strappati al mondo delle percezioni ordinarie con qualcosa che va al di là di sé. 
Se la notte è un universo di emozioni benevole per alcuni, per altri  è un regno di pericoli, una zona senza punti di riferimento che suscita l’orrore del vacillare progressivo di ogni familiarità. La notte urbana non ha questi bagliori, non riveste alcuna dimensione metafisica, a causa del rumore persistente delle auto che cancella ogni traccia di mistero, dell’orizzonte limitato dalle case, e soprattutto della luce diffusa, il cui scopo è appunto quello di neutralizzare la paura”.

Le Breton

10 febbraio 2010

Il Patto Etico di Esperio

Chiedere

Più importante di possedere tutte le risposte è sapere fare le giuste domande. Non avrò remore a chiedere aiuto, collaborazione, chiarimenti, spiegazioni. Non darò nulla per scontato e non trarrò conclusioni su comportamenti o affermazioni dei colleghi senza prima avere chiesto spiegazioni.

Ascoltare

Non sono io al centro del mondo, il mio punto di vista vale quanto quello di ciascun collega. Il tempo nel quale parlerò sarà sempre inferiore a quello dedicato all’ascolto. Nell’ascoltare applicherò la tecnica dell’avvocato dell’angelo mi impegnerò a non prendere nulla in modo personale.

Parlare

Ogni parola pronunciata crea un mondo. Ogni cosa non detta incrina una relazione. Sceglierò con attenzione le parole che uso e mi impegnerò a non lasciare “non detti”. Sarò impeccabile nell’uso della parola.

Condividere

Dare dopo aver ricevuto è facile e scontato. In Esperio sperimenterò una condivisione immediata e disinteressata con la certezza che chi riceve applichi lo stesso approccio e con la garanzia di un uso corretto di qualsiasi informazione, contatto o confidenza sia oggetto della condivisione.

Essere affidabile

Esperio si basa sulla fiducia (difficile da costruire e facile da distruggere), per questo gli impegni assunti hanno un valore assoluto. In ogni attività farò sempre del mio meglio segnalando con chiarezza qualunque mio eventuale limite o difficoltà.

Essere aperto alla novità

Esperio vive di idee nuove, vuole svilupparle e incarnarle. Ogni volta che sentirò il nuovo minacciare una mia certezza, mi sforzerò di non chiudermi in difesa e di lasciare uno spazio di possibilità allo stimolo.

Essere focalizzato e appassionato

La qualità dell’opera di Esperio è nelle mie mani. Mi proporrò solo su interventi per i quali ho competenza e passione. Mi adopererò per trasmettere e rendere visibile al cliente questo mio approccio in ogni intervento.

Rispettare

Rispettare per Esperio significa anche relazionarsi sullo stesso piano. Rispetterò i colleghi e i clienti ascoltandoli con empatia e mettendomi nei loro panni. Rispetterò prima di tutto me stesso permettendomi di vivere Esperio come un’avventura umana e un cammino appassionante e divertente.

30 gennaio 2010

Il mio cammino

Penso alle vecchie strade..
Quelle aperte da contadini, cacciatori e commercianti
con i loro sandali di cuoio, i loro muli o i loro cavalli.

Quelle strade percorrono il fondovalle
aggirano gli ostacoli della natura rispettandone il respiro.

Quelle strade hanno la terra calcata dai passi
hanno un'anima scolpita dalla fatica
hanno un cuore intriso della meta di chi le ha percorse.

A quelle strade gli alberi fanno corona
prati, corsi d'acqua, montagne e boschi sembrano giocare con loro
in un armonia nata dall'equilibrio di forze.

Le vedo nascere come erba di un prato piegata da un primo passaggio (lento e incerto)
le vedo crescere come sentieri battuti con maggior insistenza
le vedo evolvere in mulattiere e poi in strade bianche
senza perdere un soffio della loro ostinata armonia,
senza deviare il primo tracciato.

Queste sono le strade che vorrei percorrere nella mia vita
non quelle asfaltare, non quelle sospese su cavalcavia o scavate nella roccia
non cerco la via più breve ne la più veloce
non voglio pagare un pedaggio per risparmiare manciate di minuti.

Cerco il cammino
che abbia ancora un cuore.

Ogni mattina in Africa..

Ogni mattina in Africa, una gazzella si sveglia, sa che deve correre più in fretta del leone o verrà uccisa. Ogni mattina in Africa, un leone si sveglia, sa che deve correre più della gazzella, o morirà di fame. Quando il sole sorge, non importa se sei un leone o una gazzella: è meglio che cominci a correre. William Shakespeare

Sul Corriere della Sera di oggi, finalmente trovo la smentita che cercavo da anni.



Ogni mattina anche se sei in Africa, prima di iniziare a correre.. chiediti se è davvero l'unica opzione che hai.

29 gennaio 2010

Non è più tempo di dormire in un albero

Non è più tempo di stare chiuso là dentro
Fuori tira vento, fra poco farà tempesta
Troppa calma in quel profondo
Vanno rotti i sigilli, troppo fremito là fuori
Va riacquistata quella terribile forza.

Non è più tempo di lottare a mani nude
Sono tempi da spada
Sono tempi da formule potenti
Sono tempi da bastone fatato
Non c'è più tempo per le lunghe battaglie.

Non è più tempo di radunare truppe
Non è più il momento della diplomazia
Non è più il momento chiamare più e più volte
Non è più necessario mediare
Ora si deve agire con chi è vicino e calamitare chi è attratto da lontano.

Tornerò laggiù da solo
Mi siederò sotto alla stessa quercia come allora
Ma questa volta non chiuderò occhi e sigilli per ritirarmi.

Siederò là sotto la quercia
per recuperare la mia anima selvaggia.

Poi sarà il momento dello scontro
finale.

10 dicembre 2009

ESERCIZI: Tensegrità

Una piccola guida mnemonica (con riferimenti al testo e ai video su YOUTUBE) per chi si accingesse a sperimentare la Tensegrità.

7 novembre 2009

Energia ed emozioni

“Semina un pensiero e raccoglierai un’azione. Semina un’azione  e raccoglierai un’abitudine. Semina un’abitudine e raccoglierai un carattere. Semina un carattere e raccoglierai un destino.” C.Reade

La stragrande maggioranza delle emozioni e delle attività che assorbono giornalmente la nostra energia, sono ispirate, incoraggiate e sostenute dal nostro pensiero/dialogo interiore.
Parliamo di emozioni parassita o paralizzanti ogniqualvolta le emozioni che sperimentiamo non nascano immediatamente dal contatto con la realtà ma da una nostra chiave di lettura (fornitaci dal nostro dialogo interiore) della realtà stessa.
Sono emozioni parassite tutte quelle che ci spingono all’immobilismo, come per esempio: i sensi di colpa, la depressione, il vittimismo, la gelosia, l’invidia, il risentimento ecc. Se riflettiamo per un attimo: non è possibile provare alcuna di queste emozioni se non ascoltiamo prima (e per un certo tempo) il nostro dialogo interiore.
Completamente differenti sono le emozioni “dirette” che nascono come reazione naturale e diretta alla realtà che percepiamo. Emozioni di questo tipo sono la gioia, il dolore, l’amore, la paura e la rabbia (queste ultime due, solo se immediatamente ingenerate da una situazione di reale pericolo e non frutto di elucubrazioni interiori).
Energeticamente parlando le emozioni parassite ci logorano, impegnano enormi quantitativi di energia senza creare per essa un canale di espressione. Le emozioni parassita sono delle spie, degli allerta che ci parlano di un nostro stato interire sul quale va portata l’attenzione. Non hanno quindi un risvolto negativo in assoluto ma lo acquisiscono quando il loro messaggio non viene recepito ed elaborato correttamente.
Le emozioni dirette viceversa, tendono a fare fruire in maniera naturale l’energia (sempre che concediamo a noi stessi la libertà di esprimerle) e ci spingono immediatamente all’azione.

5 accordi per minimizzare le emozioni parassita

Giacché le emozioni parassita nascono dal nostro pensiero (dialogo interiore), possiamo limitarne le frequenza andando a modificare i presupposti (accordi, noosfera) sui quali il pensiero stesso si struttura.
Ecco 5 semplici accordi capaci di ridurre drasticamente l’insorgere in noi di emozioni parassita, dandoci così una maggiore disponibilità energetica e una miglio efficacia personale.

Sii impeccabile con la parola: la parola è energia. Parla con trasparenza e integrità. Dì solo quello che realmente pensi e che è utile al raggiungimento degli obiettivi comuni. Non usare (neppure mentalmente) le parole contro di te stesso o contro gli altri. Usa il potere della tua parola al servizio della verità, della trasparenza e degli obiettivi comuni.

Non prendere nulla in modo personale:  niente di ciò che gli altri fanno è rivolto direttamente a te. Tutto ciò che fanno è una proiezione della loro propria realtà. Mettendoti nei panni dell’altro (senza giudizio) diventi immune alle opinioni e alle azioni altrui. Ottimizza in questo modo l’utilizzo della tua energia riducendo attriti e conflitti.

Non dare nulla per scontato (conosciuto, assodato): trova il coraggio di fare domande e di esprimere ciò che davvero desideri (realizzare, avere, comunicare). Comunica con gli altri con la massima chiarezza per evitare incomprensioni, attriti, barriere e conflitti.

Fai sempre del tuo meglio: il tuo meglio cambia di momento in momento, di situazione in situazione. In qualunque circostanza fai semplicemente del tuo meglio, esprimi la tua eccellenza. In questo modo rinunci a giudicarti, a farti violenza e parallelamente chiudi la porta ad eventuali rimpianti o sensi di colpa.

Concentrati sul presente: la vita esiste solo nel momento presente! Solo nel presente puoi decidere e agire. Agisci tempestivamente, tieni presenti obiettivi e traguardi futuri, ma affronta ogni sfida focalizzandoti sul presente. Non continuare a guardare persone e situazioni come le hai viste ieri. Non restare attaccato a soluzioni e metodi obsoleti solo perché hanno funzionato ieri. Usa il futuro come bussola ma concentra le tue energie nel presente.

Bibliografia

Don Miguel Ruiz, “I quattro accordi”
www.esperio.it