9 dicembre 2005

Meravigliose creature

Siamo solo uomini
sognatori in manette
viviamo nel riflesso della passione
che non sappiamo ancora vivere

Siamo solo uomini,
una tribù senza falò,
ci struggiamo al ricordo del cerchio serale
nel quale raccontandoci bruciavamo paure, dubbi e insuccessi

Siamo solo uomini
eleganti, raffinati e seriosi
ma annodati a cravatte che continuano inequivocabilmente
ad indicare i nostri genitali

Siamo solo uomini
drogati di solitudine
assetati di noi stessi

Siamo solo uomini
esploratori da asfalto e cemento
perdiamo la strada
alla prima distrazione

Camminiamo soli,
bendati
sospesi
tra sogno e disperazione

23 novembre 2005

Io... o questa neve

Minuscola goccia d’acqua
talmente sola e infreddolita
da farsi splendido cristallo

pur di essere ammirata
da vicino

pur di essere sfiorata
dal calore di una mano

14 novembre 2005

Quelli della 517, 518 e 519

La stanza è ampia, piacevole, raffinata pur nel gusto pacchiano della moquette verde pisello e delle pareti rosa salmone. Anche il letto sembra comodo e il bagno è ampio e pulito.
E’ tardi, troppo tardi per scendere al ristorante dell’hotel e io mi sento stanco, forse troppo per uscire in cerca di cibo.
Roma di notte mi attrae e mi confonde al tempo stesso e rimango in piedi al centro della stanza, perplesso e indeciso sul da farsi. Poi il pensiero della giornata di domani con quella soffice sensazione di ansia che lo accompagna, mi spinge definitivamente alla stasi.. Salterò la cena e sprofonderò in questo piacevole, inquieto torpore fino alla sveglia di domani mattina.

Maglietta, mutande e calzettoni al polpaccio, mi accascio sul letto e cerco con la mano il telecomando sul comodino… ed ecco, dapprima confuso e poi via via più chiaro un sospiro di donna di là dalla parete. Tendo l’orecchio e trattengo il fiato… no, non mi sono sbagliato: quelli della 517 si stanno concedendo un piccolo svago serale!
Mi appresto curioso ad un ascolto morboso e innegabilmente condito da un filo di invidia.

Ecco, si, sospiri di donna, ancora sospiri.
“Però!” penso io “Quello della 517 ci si è messo di impegno!”
E sospiri più forti, sempre più intensi
“Stai a vedere…” Sogghigno sprezzante “che quello della 517 è più maschio di me!”
E i sospiri si trasformano in gemiti trattenuti a stento
“Ohi, ohi! Mi sa che quello della 517 è davvero più maschio di me!”
Un crescendo di gemiti quasi senza più pudore...
“Porca miseria, quello della 517 è molto più maschio di me!”
E mentre sul letto della stanza 517 si brucia di passione, sul mio si arrampicano la pulce del confronto e il tarlo dell’ansia da prestazione. E non è più comodo come sembrava questo letto di albergo, e neppure è piacevole stare ancora ad origliare.

Mi alzo risoluto a trovare un rifugio, una via di salvezza per la mia autostima, lontano da quella parete così malamente insonorizzata (“dovrò proprio fare un reclamo alla reception” pensavo). Mi chiudo in bagno e davanti allo specchio respiro in silenzio.
Ma quale silenzio!
Sospiri, ancora sospiri concitati e gemiti senza pudore
Ma questi sono quelli della 519, la parete è quella opposta!
Non ci posso credere! “Cosa avranno mai servito per cena al ristorante stasera?” mi chiedo...
“Mi sa che domani scendo a sperimentare la cucina!”

Poi però mi sorge un sospetto, il sospiro è lo stesso, lo stesso è il ritmo, gli stessi i gemiti… ma come è possibile? … la donna è la stessa! E a pensarci bene… pure la colonna sonora… è la stessa!
Sorrido della mia ingenuità. E torno a letto più sereno. Prima però mi tolgo lo scrupolo… il servizio di pay tv costa 10,50 € a serata… 22.000 lire!

La mattina successiva, con un sincronismo perfetto, ecco che si aprono le porte della 517, della 518 e della 519. Ne escono tre uomini d’affari apparentemente identici. Abito scuro, camicia, cravatta e ventiquattrore… sguardo serioso e fiero.
Io dovrei essere quello in mezzo…
Almeno credo!

30 ottobre 2005

Lo Stronzaedro...

Mi occupo di formazione manageriale, adotto un approccio esperienziale che consiste nel sottoporre ai corsisti delle situazioni problematiche nelle quali mettere alla prova le proprie attitudini. Una delle attività in questione si svolge bendando un gruppo di persone, dando loro in mano una corda intrigata e chiusa ad anello e chiedendo loro di realizzare un quadrato perfetto (senza mai poter mollare la corda). Occorre collaborazione, fiducia, comunicazione, ascolto, e strategia…
Sapete cosa accade il più delle volte?
Dopo alcuni minuti di caos totale, durante i quali la corda si ingarbuglia sempre di più, dal gruppo emerge un leader: quasi sempre si tratta di una persona con il tono di voce alto e risoluto.
Ecco che il leader prende in mano la situazione e inizia ad impartire ordini; come per magia tutti iniziano a seguirlo.
Spesso è fin da subito evidente che non ha uno straccio di strategia in testa… eppure impartisce ordini e tutti, dimenticando che pure lui è bendato, eseguono in maniera pedissequa. non si ribellano, non mettono in discussione la sua leadership.
Il risultato finale è quasi sempre uno “stronzaedro” e non un quadrato, i partecipanti allora si sentono frustrati, ed ecco nascere le accuse verso il leader per non averli saputi guidare, per avere sbagliato strategia, per avere usato modi troppo bruschi …per averli condotti al fallimento.
Il leader si difende, ribalta le accuse, giustifica la propria strategia e il proprio comportamento… poi esausto sbotta: “scusate, io ho fatto del mio meglio, ma voi avevate solo gli occhi bendati, mica la bocca! Se avevate idee migliori, potevate tirarle fuori…”
E’ questo il nocciolo della situazione: vi prego, tiriamo fuori le idee migliori, e urliamole a gran voce! Ma facciamolo ora, perché quando l’Italia sarà uno “stronzaedro” non ci servirà a nulla poter recriminare sulla inadeguatezza del nostro leader.

di Stefano Benni

"Il presidente Silvio non voleva la guerra in Iraq ma Bush non gli ha dato retta.
Il presidente Silvio voleva sollevare l'economia ma gli imprenditori non hanno avuto fiducia in lui.
Il presidente Silvio non voleva leggi ad personam ma qualcuno le ha fatte di nascosto.
Il presidente Silvio non voleva toccare l'unità d'Italia ma la Lega lo ha fregato.
Il presidente Silvio voleva un posto nel consiglio di sicurezza all'Onu ma il Giappone gli è passato davanti.
Il presidente Silvio voleva un'informazione democratica e invece la stampa e la televisione sono finite in mano ai comunisti.
Il presidente Silvio voleva eliminare la mafia ma la mafia è risorta.
Il presidente Silvio voleva creare un dialogo ma l'opposizione non ha voluto.
Il presidente Silvio non voleva più Tremonti ma Tremonti è tornato.
Il presidente Silvio voleva risollevare l'immagine dell'Italia nel mondo ma il mondo è cattivo e ci sputtana.
Il presidente Silvio non voleva evitare i processi ma i processi hanno evitato lui.
Il presidente Silvio voleva tagliare le rendite parassitarie ma a sua insaputa hanno tolto l'Ici al Vaticano.
Il presidente Silvio non voleva più comprare nessuna società ma il fratello e la figlia lo hanno fatto senza dirglielo.
Il presidente Silvio non voleva che Previti andasse a offrire soldi agli avvocati ma Previti c'è andato lo stesso.
Il presidente Silvio non voleva la guerra in Iraq ma i suoi agenti hanno inventato il Nigergate.
Il presidente Silvio non voleva la guerra in Iraq ma il suo benzinaio lo ha minacciato.
Il presidente Silvio non voleva ricandidarsi ma lo hanno obbligato.
Il presidente Silvio non voleva toccare le tasche degli italiani ma qualcuno di nascosto ha fatto tre finanziarie in un mese.

Il presidente del consiglio o è un ipocrita, o non conta un c…o."

Di Stefano Benni (il lupo) .

19 ottobre 2005

Vivo così

Afflitto dall'incoerenza
Malato di poesia
Accompagnato dalle contraddizioni
Illuminato da un sogno
...vivo così