30 maggio 2006

Poesie - Amico

Ti chiedo utopia

l’utopia di chi seduto nel silenzio
ode i passi dei diversi domani che potranno arrivare

e sa osservare il passato
e percepire il presente

e fa spazio dentro di se all’unico domani
il cui passo è armonioso e sicuro

Ti chiedo coraggio

il coraggio di chi posa una pietra, la prima
là dove ha sognato la propria dimora

il coraggio di chi a sera con sincerità
conta i passi fatti verso il suo sogno

Ti chiedo infine fede

la fede di chi, sa sedersi
e aspettare

la fede di chi crede incrollabilmente
in due saggi alleati

il ciclico incedere della Natura
il guizzante genio della Vita

26 maggio 2006

Saliscendi o scendisali?

Nei pressi di Roma… percorri la cosidetta 'Via dei Laghi' (sulla strada per i Colli Romani). Quando giungi a un quadrivio, prendi la strada a destra, per 'Ariccia'. All'inizio troverai una discesa, dopodichè inizia una 'salita'.
Rallenta, metti l’auto in folle e osserva cosa accade… La tua auto scenderà la salita!! Ovvero procederà in salita senza l’ausilio del motore!!! Il fenomeno si manifesta in un breve tratto (poco più di 100 metri).
Terminata la salita, fai inversione e accingiti a ripercorrerla in discesa, sempre con l’auto in folle… La tua auto si fermerà senza frenare in piena discesa!!


Tu hai ragione... io ho torto

Se la tua vita scorre lineare
sulle rotaie della logica e della razionalità..

Se i tuoi sogni suscitano consenso
e i tuoi progetti riscuotono approvazione..

Se hai amici, familiari e parenti che danzano con te
sulle stesse note della tua canzone..

Allora non perdere tempo con me!

Tu abbracci la luce del giorno
io esploro a tentoni la notte

Tu hai catturato la realtà
io sono prigioniero dell’utopia

Tu hai trovato le risposte
io sono inseguito da sempre nuove domande

Tu hai la solida terra sotto ai piedi
io due inutili ali di piombo cucite sulle spalle

Tu hai ragione e io ho torto.
Sì, io ho torto.

E ora tu smetterai di leggermi pensando:
“è un pazzo, ha torto”

E’ proprio così che sono rimasto solo
un po’ alla volta.

Tu hai ragione
e io ho torto.

12 maggio 2006

Poesie Rubate - Come un gabbiano

Non so dove i Gabbiani abbiano il nido
Dove trovino pace…
Io sono come loro,
in perpetuo volo.
La Vita la sfioro
Com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch’essi,
amo la Quiete
la Gran Quiete Marina.
Ma il mio Destino è Vivere
Balenando in Burrasca.

V. Cardarelli

30 aprile 2006

Nevrosi umana (Parte 5)

No, non mi sono dimenticato che per ora mi sono limitato a criticare un modello comportamentale e che il mio intervento non è stato granchè costruttivo. Eppure ancora non siamo pronti per ricostruire…

Riassumiamo quanto detto: abbiamo ipotizzato (dati psedo-statistici alla mano) una sensazione di insicurezza, ansia, insoddisfazione, infelicità, inquietudine essere alla base di tutti (o quasi) i comportamenti umani (il PROBLEMA).
Abbiamo osservato come le CAUSE di questo problema, troppo spesso vengano cercate all’esterno del nostro essere.
La conseguenza è che le SOLUZIONI escogitate (riconducibili a denaro, successo, potere… ma anche ideali, impegno, lotta etc.) sono assolutamente inefficaci.
Gli OBIETTIVI di benessere allora sembrano raggiunti solo per brevi attimi e poi ci sfuggono costringendoci a continue rincorse.

Rivediamo il tutto da una prospettiva leggermente diversa… che ne è del nostro benessere?

Diamo una Definizione:

Assunto per corretto i QUADRATO ESISTENZIALE tracciato al post 3, il BENESSERE UMANO (b) è una funzione lineare in n variabili (esterne a noi) così definita:

b = [a x (Denaro)] x [b x (Successo)] x [g x (Vita sociale)] x [d x (Amore)] x [e x (Lavoro)] x [f x (Automobile)] x…

- Le variabili non sono del tutto indipendenti dato che la variabile Denaro sembra avere una correlazione diretta con tutte le altre.
- a, b, g, d, e, f… sono dei coefficienti correttivi personali e soggettivi il cui valore è sempre positivo (data la correlazione del punto sopra, generalmente il coefficiente a è molto maggiore degli altri).

Da questa definizione, consegue in maniera logica che:
Condizione necessaria e sufficiente affinché il BENESSERE sia maggiore di zero è che siano maggiori di zero tutte le variabili indipendenti che lo definiscono.

Tenere sotto controllo tutto questo è davvero faticoso!


…Come possiamo mantenere la funzione del BENESSERE maggiore di zero?
Il numero n delle variabili che definiscono (b) è generalmente troppo alto per esercitare un efficace controllo su di esse. Alla fine ci rendiamo conto che il tutto non dipende direttamente da noi… L’andamento passato di (b) è stato determinato da eventi esterni del tutto casuali che, per le leggi stocastiche, tenderanno a ripetersi identici nel futuro.



…concludiamo che l’andamento della funzione del BENESSERE nel futuro, tenderà a riprodurre fedelmente l’andamento registrato nel passato. Ripeto: ci convinciamo che non esiste motivo logico per il quale l’andamento futuro della curva del benessere debba scostarsi dall’andamento passato.

Da qui è immediato concludere che:
Il Passato è di fondamentale importanza: è necessario ancorarsi alle esperienze passate, ricordare ciò che ci ha fatto soffrire e ripetere schemi e comportamenti a noi noti per mettersi al riparo dagli eventi futuri che potrebbero influenzare l’andamento della nostra funzione b.




Il Presente non ha alcuna importanza: l’impegno nell’attività di proiezione e prevenzione è tale da rendere assolutamente inopportuno sprecare energia per vivere il Presente.

Nevrosi umana (Parte 4) - La centesima scimmia

Tratto da Life Tide (L'onda della vita), di Lyall Watson.

"Il comportamento della scimmia giapponese Macaca Fuscata è stato intensamente studiato dagli etologi per più di trent'anni, osservando un certo numero di colonie selvagge. Una di queste colonie viveva isolata sull'isola di Koshima, di fronte alla costa occidentale di Kyushu, dove nel 1952 l'uomo fornì alle scimmie una spinta evolutiva: delle patate dolci gettate sulla sabbia. Erano stati approntati una serie di posti di osservazione, nei punti d'incontro del territorio del gruppo. Abitualmente le giovani scimmie imparano le abitudini alimentari dalle madri, che insegnano loro cosa mangiare e come comportarsi con il cibo stesso. In questo gruppo di macachi si era sviluppata una complessa tradizione che comprendeva germogli, frutti, foglie, gemme, di centinaia di specie di piante. Perciò essi avvicinarono le nuove scorte di cibo 'artificiale', ma nulla nel loro repertorio li rendeva capaci di trattare con patate dolci selvatiche, coperte di sabbia. A un certo punto Imo, una femmina di diciotto mesi, risolse il problema, portando le patate giù verso il torrente e lavandole prima di mangiarle. Comparata con le conoscenze già acquisite da queste scimmie, questa era una vera rivoluzione culturale. Richiedeva astrazione e una deliberata manipolazione di parecchi parametri rispetto all'ambiente. Invertendo la normale tendenza, fu la giovane Imo a insegnare alla propria madre il trucco. Lo insegnò anche ai suoi compagni di gioco che, a loro volta, lo insegnarono ai loro genitori. Piano piano, la nuova cultura si sparse attraverso la colonia, e ogni passaggio ebbe luogo in piena vista degli osservatori. Nel 1958, tutti i giovani lavavano il cibo sporco, ma i soli adulti, (più vecchi di cinque anni) che adottavano le novità, erano quelli che l'avevano imparata dai figli. Poi successe qualcosa di straordinario: nell'autunno di quell'anno, un numero imprecisato di scimmie di Khosima lavava le patate dolci nel mare, perché Imo aveva fatto l'ulteriore scoperta che l'acqua salata non solo puliva il cibo ma gli dava un interessante nuovo sapore. Era un martedì quando gli etologi osservarono questo fenomeno: un certo numero di scimmie, diciamo 99, per rendere l'evento più chiaro, era sulla riva alle undici di quella mattina, quella stessa sera tutte le scimmie dell'isola avevano iniziato a lavare in mare le patate!
Possiamo immaginare che, raggiunta una certa massa critica, una centesima scimmia si sia aggregata al gruppo che lavava le patate provocando un drammatico cambio di comportamento nell'intera comunità. Non solo, il comportamento aveva in qualche modo superato le barriere naturali ed era apparso spontaneamente in colonie su altre isole e pure sulla terraferma, in un gruppo a Takasakiyama."




Morale: cambiando i nostri pensieri, emozioni e comportamenti, possiamo portare rivoluzionari (e pacifici) cambiamenti sul pianeta.

Mi piace pensare, ogni mattina che forse là fuori ci sono 99 scimmie che aspettano la centesima per cambiare il mondo...

E se fossi io la centesima scimmia?

Nevrosi umana (Parte 3)

E’ innegabile che non tutte le persone ricorrono alla soluzione magica del denaro. Ci sono persone assolutamente non attratte da questa “illusione”, persone che si pongono in contro tendenza rispetto alla società, che lottano per ideali o idee diverse. E’ vero. E’ una fortuna e una grande ricchezza.
Queste persone sono ogni giorno di più e presto raggiungeranno la massa critica sufficiente per cambiare la società…

Ma sono costretto a questo punto a spingermi in un’altra riflessione. Riflessione che faccio con il massimo rispetto e la massima consapevolezza, essendo nata non dall’osservazione di fenomeni esterni, ma dalla comprensione dei miei personali fenomeni interiori.

Sentirsi speciali, schierarsi a favore di un’ideale, avere un avversario col quale misurarsi, dedicarsi al prossimo o ad una giusta causa… non possono essere “SOLUZIONI magiche” al PROBLEMA esistenziale del quale stiamo parlando? Possono avere qualcosa in comune con la SOLUZIONE denaro/successo?

E a porsi la domanda è una persona (il sottoscritto) che nella sua vita, ha pensato di fare il missionario, poi il terapeuta, poi il guru, poi l’alternativo, poi…
…poi ha riconosciuto in tutto questo la ricerca nevrotica di una SOLUZIONE magica al proprio PROBLEMA esistenziale.

Insomma anche chi adotta questi comportamenti apparentemente lodevoli, può farlo per motivazioni non cristalline… non c’è nulla di male, ma si sta commettendo ancora una volta un errore nell’identificare le CAUSE: le si stanno nuovamente ponendo fuori di noi, nella società, nell’ingiustizia, nell’inquinamento, nella guerra o nella fame del mondo.

Qui cammino su un campo minato e spero di cuore di non essere frainteso: tutte queste cose sono assolutamente da affrontare, il guaio è quando ci illudiamo di risolvere il nostro PROBLEMA esistenziale facendo la crociata contro qualcosa che sta fuori di noi.
E’ una SOLUZIONE irreale, rincorre CAUSE inesatte e come tale non può portarci al raggiungimento stabile e soddisfacente dei nostri OBIETTIVI.

Temo che non saranno queste persone a concorrere al raggiungimento della massa critica sufficiente per cambiare la società. Già perché l’energia di queste persone è comunque un’energia di mancanza, di lotta, di risentimento… e non un’energia di abbondanza, di pace e di amore.
Il loro cuore urla, ma il mondo ne ha già abbastanza di cuori che urlano… sta aspettando dei cuori capaci di cantare. Di agire cantando.

E le persone che hanno il cuore che canta, anche mentre affrontano l’ingiustizia o mentre perseguono un loro ideale, non ce ne è tantissime. Ma devono crescere e lo stanno facendo ogni giorno.

Lo conoscete il fenomeno della “centesima scimmia”?