28 gennaio 2007

Anima allergica

Se è vero che gli occhi
sono lo specchio dell’anima

…la mia anima è spesso
arrossata!

15 gennaio 2007

Eppure io VOGLIO

Lo so, questa vita
sarà finita troppo presto
e io, come chiunque altro,
non andrò da nessuna parte.

…Eppure io voglio attraversare
questa vita agendo,
non pensando all'agire,
né fantasticando su come starò quando avrò agito.

Lo so, in questa vita
tutto sembra importante
e tutto sembra dirti
“non muoverti”.

…Eppure io voglio camminare senza sosta
nella meraviglia, sul sentiero del mio cuore
Camminare sorridendo, fino a dimenticare l’onore, la dignità,
la famiglia, il mio nome, e perfino la meta.

Lo so, in questa vita
tutto sembra importante
e ogni cosa diventa
un fardello fatale.

…Eppure io voglio viaggiare leggero
come chi non ha altro
che una vita da vivere,
e la propria controllata follia per sopravvivere.

Lo so, ci si affanna,
si suda, si piange
per poi rimanere soli
e imperfetti fino alla fine.

Eppure io voglio imparare
e so che si impara come si va alla guerra;
con paura, con rispetto,
e con assoluta fiducia in se stessi.

8 gennaio 2007

Poesie - Il momento della verità

Passeranno gli anni
e arriverà quel momento.

Saremo seduti attorno al fuoco
in una notte di primavera

un prato, il torrente,
e poi lucciole, alberi e migliaia di stelle...




...Mio nipote, sulle mie ginocchia
dopo un pensoso silenzio, mi chiederà:

“Nonno, è vero che quando eri ragazzo tu
stavate per distruggere tutto questo?”

Allora voglio poterlo guardare
fiero negli occhi
e sussurrargli con dolcezza:

“Sì, c’è mancato davvero poco.
Ma poi abbiamo pensato a te,
a quanto lo avresti amato
e ci siamo rimboccati le maniche
tutti insieme!”

(liberamente ispirato da "Costruire Economie Solidali" di Andrea Saroldi -EMI)

29 dicembre 2006

Il sogno degli stregoni

Se c'è una cosa che hai imparato,
è che nei momenti peggiori gli stregoni
raccolgono il loro potere per continuare.
Uno stregone non soccombe alla disperazione.

Ergerti al di sopra di tutto questo è la tua sfida.
E, come sai, le sfide non devono essere discusse,
ne ci si può lamentare di esse.
Le sfide vanno affrontate attivamente.
Gli stregoni o hanno successo o falliscono nell'affrontare le loro sfide.
E non ha realmente importanza il risultato finché sono padroni di ciò che fanno.
Finché camminano nella libertà.

Il mondo degli stregoni è un mondo di solitudine, lo sai,
tuttavia, in esso l'amore è per sempre.
Camminiamo nel mondo degli stregoni da soli,
rendendo conto soltanto dei nostri atti, dei nostri sentimenti
e della nostra impeccabilità.

Per restare nel mondo degli stregoni devi sognare superbamente.
La maggior parte delle persone non ha la capacità né la grandezza di spirito per sognare. Per questo non può far altro che vedere il mondo come ordinario e ripetitivo.
E sai perché? Perché se non combatti per evitarlo, il mondo è davvero ordinario ripetitivo.

Lo stregone lotta per evitare tutto questo è per conquistare la libertà.

Il prezzo della libertà è molto alto.
La libertà può essere ottenuta soltanto sognando senza speranza, essendo pronti a perdere tutto, persino il sogno stesso.
Per qualcuno di noi, sognare, soli, senza speranza, sforzarsi senza meta in mente,
è l'unico modo per stare al passo con l'uccello della libertà.

Allora, vivi esclusivamente per ciò che sei.
Parla in modo equilibrato quando in te c'è equilibrio.
Senti quando c'è da sentire.
Quando ti viene da piangere, permettilo, perché è la voce dell'anima.
E quando c'è da ridere, ridi, indipendentemente da chi ride attorno a te. Non guardare prima se sono d'accordo. A chi importa?

Sii chi sei e rallegratene, ama ciò che sei e vivilo con l'impeccabilità di chi muove il suo ultimo passo sulla terra.

23 novembre 2006

Roma non è il mare

Dal balcone
della mia stanza
di hotel

ho visto un gabbiano
volare prigioniero
tra gli alti palazzi di Roma

ho visto nei suoi occhi
la sete di ampi orizzonti
e di correnti di vento

ho visto le sue grandi ali
annaspare nel groviglio
di strade e di vicoli

“cosa ci fa qui?
Forse si è perso…”
ho pensato

“cosa ci faccio qui?
Forse mi sono perso…”
ho pensato

22 novembre 2006

Crepuscolo d'aula

Poi, ad uno ad uno
tutti mi salutano

e restano soltanto
bicchieri vuoti
sedie disordinate
lavagne
e fogli scarabocchiati

...e resto solo io
a barcollare goffamente
in quel crepuscolo d’aula.

Non si sciolgono quelle storie,
restano vivi gli echi di percorsi
di dubbi e di avventure,

non si spengono
nei miei occhi,
quegli occhi di persone.

Pian piano
anche stasera trovo la forza
per districare le loro matasse
dalla mia

Solo uno è il rimpianto:
davvero non avrei voluto lasciarli andare
senza abbracciarli uno per uno.